Parco Naturale Regionale Appia Antica

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Arcate di acquedotti in lineare successione nel verde della Campagna romana; monumenti piccoli e grandi; il nastro dritto dei basoli, di grigia pietra vulcanica. Quello dell'Appia Antica e del suo parco, istituito nel 1988, è un fascino ineguagliabile a tutela di un'area con pochi paragoni storici, monumentali e paesaggistici al mondo.

A partire dalle mura aureliane, si estende nel settore sud-orientale della Capitale e comprende le prime undici miglia dell'antica via consolare: racchiude la valle della Caffarella, la zona degli acquedotti e giunge laddove l'Appia Antica incrocia la via Appia Nuova, fino alla località Frattocchie nel Comune di Marino. 

Dove sono passati per secoli viandanti, pellegrini ed eserciti oggi passeggiano i turisti. Innanzitutto ad ammirare i monumenti, di assoluto valore archeologico, dalle tombe di via Latina a quella di Cecilia Metella, al Circo di Massenzio, agli acquedotti a ridosso della via Tuscolana. Tutti a ridosso di quell'antico tracciato, che entro i tremila ettari del parco misura circa sedici chilometri di estensione lineare.

A lungo la Regina Viarum ha costituito il più importante collegamento tra Roma e il Mezzogiorno d'Italia, e quindi anche con il fiorente traffico marittimo con la Grecia e l'Africa. Venne costruita a partire dal 312 a.C., per collegare Roma con Capua e più tardi Brindisi. Largo oltre quattro metri e ancora oggi ben conservato in alcuni tratti, il fondo stradale era lastricato di pietre di basalto e fiancheggiato da ampi marciapiedi che consentivano il traffico pedonale. Inoltre, a causa di una crescente frequentazione, lungo la via sorsero nel tempo insediamenti, edifici residenziali e religiosi, sepolcri, stazioni di posta, residenze nobiliari. Recuperati dalla soprintendenza e dal parco, oggi molti di questi sono visitabili.

Ma non è tutto. Nonostante la crescita della città moderna e grazie al vincolo archeologico, l'area conserva diversi settori dove il paesaggio naturale ha mantenuto molti dei suoi segni originari come nella Valle della Caffarella o a Tor Marancia. Ed è qui che il parco mostra una sorprendente biodiversità, che annovera ben cinquecento specie di piante e molte specie animali, fra cui la volpe, il tritone punteggiato e il granchio d'acqua dolce.

 

 

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