Museo della lana, dove affiorano i ricordi di un mondo lontano

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Dal fiocco già lavato, fino al tessuto spazzolato. È la storia della lana racchiusa nel Museo di Arpino. È proprio qui infatti che tra il 1700 e fine dell'800 la lana è stata protagonista della vita commerciale e non solo della cittadina del frusinate.

Il Lupo sfioccatore, le Cardatrici, gli Aspi, l'Orditoio, i Telai, il Follone, la Cimatrice e gli altri macchinari esposti rivivono nel museo per essere visti e apprezzati anche dalle nuove generazioni che poco o nulla sanno di come prende vita un maglione.

 

Attraverso pannelli descrittivi corredati da immagini, nell'ex Chiesa di S. Domenico dove tre navate con decorazioni barocche sono la cornice del Museo della Lana dal 1998, conservazione, esposizione e valorizzazione sono le parole d'ordine per "coccolare" attrezzi, macchinari esposti, e soprattutto i ricordi di quel mondo, per alcuni aspetti, bucolico.

 

Era il 1700 quando Arpino vantava una produzione di 8.000 pezze di panni di lana l'anno di ottima qualità, e nel 1845 la produzione era salita a ben 20.000 delle 36.000 pezze prodotte in tutta la Valle del Liri e delle 54.000 dell'intero Regno.

Numeri importanti che tratteggiano la storia di questo luogo e di cui oggi le testimonianze sono raccolte nel Museo dedicato alla lana.

 

L'Arte della Lana è stata per Arpino e per il territorio limitrofo, importante e predominante, il suo ricordo è quindi rappresentativo di un'epoca fiorente, che ha lasciato tracce indelebili nel tessuto urbanistico cittadino.

 

Oggi, il Museo si propone come struttura dinamica in grado di fornire ai visitatori specifiche conoscenze per conoscere quest'angolo della Ciociaria.

 

Per maggiori informazioni: 0775211417 

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