Viterbo. Macchina di Santa Rosa

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"Dovete sapere che un giorno sarete liete di avere da morta quella che disprezzate da viva; e infatti l'avrete" (Santa Rosa).                                                                                                                                                

Dal 2013 la 'Macchina di Santa Rosa' è stata riconosciuta dall'Unesco patrimonio immateriale dell'umanità, e quindi iscritta nella "Representative List of the Intangible Cultural Heritage of Humanity" nella "Rete delle grandi Macchine a spalla" (oltre 'La Macchina di Santa Rosa' a Viterbo, la Rete coinvolge anche "I Gigli di Nola", la "Varia di Palmi", i "Candelieri di Sassari").

Si tratta della festa più importante di Viterbo, la "Città dei papi", capoluogo della Tuscia e parte integrante dell'Etruria (il territorio abitato dagli Etruschi), e rievoca il trasporto del corpo di santa Rosa, patrona della città, avvenuto nel 1258.

L'evento viene celebrato in due distinti momenti: il pomeriggio del 2 settembre ha luogo la sfilata del corteo storico format da oltre 300 figuranti, con la reliquia del cuore della Santa portato in processione; la sera del 3 settembre (partenza ore 21:00) si rievoca il Trasporto della macchina di Santa Rosa, che viene sollevata e portata a spalla da un centinaio di uomini robusti detti "facchini", lungo un percorso di poco più di un chilometro articolato in vie talvolta molto strette, tra ali di folla appassionata.
 
La macchina di Santa Rosa è una torre illuminata da fiaccole e luci; è alta circa trenta metri e pesa circa cinque tonnellate. È uno spettacolo ricco di emozioni e suggestioni, al quale ogni anno assistono decine di migliaia di persone provenienti da tutto il mondo, stipate lungo il percorso della macchina ed in attesa, a volte dal giorno prima, per occupare i posti migliori. Ogni cinque anni, la macchina viene sostituita: "Fiore del cielo" è il nome della vincitrice dell'ultimo concorso. È un progetto in cui tradizione ed innovazione si fondono.
 
"Fiore del cielo" è illuminata da centinaia di candele e impreziosita da migliaia di rose rosse; all'interno, tre globi di diversi colori rappresentano le fasi della vita di Santa Rosa: l'ultimo la sostiene in una nuvola di luce.
 

 

Curiosità

La tradizione vuole che nel 1258 papa Alessandro IV, residente in Viterbo, sognò per ben tre volte una ragazzina chiamata Rosa che era stata sepolta sette anni prima nella nuda terra di fronte alla parrocchia di Santa Maria in Poggio.

Approfondimenti

Per maggiori informazioni: Macchina di Santa Rosa

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