Nascita di Roma

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Nell'anno 1000 a.C.,  la zona immediatamente precedente alla foce del Fiume Tevere era piuttosto malsana con paludi disseminate un po' ovunque, fatta eccezione per alcune colline che ne interrompevano la continuità. Proprio sulla cima di queste alture, sulla riva sinistra del Tevere fino a comprendere i Colli Albani, avevano dimora i Latini, popolazione di origine indoeuropea. A loro si devono i primi insediamenti di una certa importanza che, pochi secoli dopo, dettero vita a Roma, una delle più grandi civiltà che la storia dell'uomo ricordi.
 
La loro struttura militare si rafforzò rapidamente per gestire al meglio la difesa dalle razzie dei popoli Sabini, Equi, Ernici e Volsci. Da subito la struttura sociale si definì non su base etnica ma venne pensata come aperta ai contributi di altre popolazioni nei confronti delle quali era importante solo l'adesione a valori comuni. Il rinvenimento della prima cinta muraria in quella che, sul colle Campidoglio, era l'acropoli della città risale al 725 a.C. circa: per convenzione si fa risalire la fondazione della città di Roma al 753 a. C.
 
Non tutti gli insediamenti di questi popoli latini parteciparono subito alla costituzione di Roma, ma vennero annessi solo più tardi nella fase espansiva della città. Oggi tali insediamenti sono ancora comuni autonomi e hanno sede nella provincia, come la città di Ariccia (Accienses), Valmontone (Tolerus) e Cori (Cora). Memorabile la battaglia tra tre fratelli romani, gli Orazi, e tre latini, i Curiazi, nel conflitto tra Roma e Albalonga, allora capitale della Lega Latina, e che molti archeologi collocano sui Castelli Romani  tra le attuali Marino e Castel Gandolfo.
 

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