Cerveteri Antica Caere

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Conosciuta con il nome di Agylla sotto la dominazione greca, divenuta poi Ceisra come insediamento etrusco, rinominata Caere dai Romani e conosciuta in tutto il mondo oggi come Cerveteri, è una delle più grandi e famose città dell'Etruria, il cui valore storico ed archeologico l'hanno resa Sito Unesco.
 
Le sue origini risalgono al IX-VIII a. C. e il centro etrusco conobbe un lungo periodo di sviluppo che ebbe il proprio apice intorno al VI secolo a.C, quando si sviluppo un'organizzazione sociale di stampo piramidale, dove il potere era detenuto dalle famiglie aristocratiche. Il conflitto con i Greci, la romanizzazione del territorio, l'interruzione degli scambi commerciali, gli attacchi dei saraceni ed infine la malaria, avviarono il territorio verso la sua decadenza.
 
Oggi Cerveteri è tappa obbligata per chi vuole entrare in contatto con la vita e la morte del popolo etrusco. Dalle Necropoli arrivando al centro storico, ricco di testimonianze medievali, è visibile l'evoluzione della storia locale e del susseguirsi dei vari periodi. Intorno all'area dell'antica civita si estendono infatti, per 45 ettari, le necropoli ceretane. La più famosa è la necropoli della Banditaccia (tour virtuale) che rappresenta un capolavoro del genio creativo dell'uomo e che insieme a quella di Tarquinia è il più interessante sepolcreto etrusco.
 
La necropoli della Banditaccia è importante non solo per l'immenso tesoro archeologico conservato al suo interno, ma anche perché nella sua progettazione gli etruschi vollero ricreare la struttura urbanistica della città dei vivi: le tombe infatti si snodano lungo un'arteria principale, la via degli Inferi, e seguono un tracciato a scacchiera, con vie minori che si intersecano fra di loro, dando vita ad un vero e proprio schema urbano.

Il suo contesto funerario riflette gli stessi schemi urbanistici e architettonici della città antica. La parola "banditaccia" risale ai primi dell'Ottocento quando i terreni venivano dati in concessione dal Comune tramite bandi. Cosi le terre bandite iniziatrono ad essere indicate come Banditaccia in quanto non adatte all'agricoltura e al pascolo.
 
La visita alla necropoli è limitata alla "zona del recinto" con circa duemila tombe. Il nucleo più antico è costituito dall'area detta Cava Della Pozzolana con importanti sepolcreti villanoviani. In quel periodo (IX-VIII sec. a.C.) era diffusa la tecnica di cremazione del defunto e le semplici tombe a pozzetto accoglievano le ceneri in un'urna biconica. I grandi tumuli, che fanno della Banditaccia un unicum, si riferiscono al VII sec. a.C. I sepolcreti più famosi di questo periodo sono: la tomba della Capanna, la tomba dei Dolii e degli Alari, la tomba dei Letti Funebri, il tumulo Maroi e il tumulo Mengarelli. Nel periodo "Apogeo" (VI sec. a.C) compaiono decorazioni e rifiniture prima sconosciute. Il cambiamento della tipologia tombale va letto parallelamente a quello delle strutture abitative. Di questo periodo è la Tomba dei Capitelli,  interamente scavata nel tufo con un accesso e due piccole camere più una sala centrale rettangolare che presenta, sul fondo, tre camere. Il V sec a.C è contraddistinto da un periodo di crisi, legato alle continue lotte tra il ceto aristocratico e la nuova borghesia. Di questo periodo sono le tombe "a dado". Dal IV al II sec. si accentuano le lotte tra Roma e la Grecia; esempio più emblematico di questo periodo è la famosa Tomba dei rilievi, con stucchi che rappresentano momenti, animali e oggetti di uso quotidiano. E' a camera unica con divisori, loculi, pilastri e spazi delimitati per le sepolture.
 
Adiacenti alla necropoli della Banditaccia si trovano le tombe del Comune, risalenti all'età ellenistica, la necropoli del Sorbo, la più antica con le sue tombe risalenti agli inizi del IX sec a.C, il "Monte Abatone" e "San Paolo", da cui proviene il famoso vaso di Medea. Da ricordare infine il complesso monumentale delle tombe di Greppe San'Angelo, situato presso uno degli ingressi dell'antica città etrusca.

 

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