EUR

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Il governo fascista nel 1937 commissionava ai suoi architetti un progetto grandioso che prevedeva la nascita di un quartiere completamente nuovo, per ospitare la grande Esposizione Universale di Roma (EUR appunto), prevista per il 1942 e mai realizzata per lo scoppio della guerra. L'ambizioso progetto fu completato per il  1945, ma  il dibattito su quell'idea di città di cui l'architetto Marcello Piacentini fu grande interprete e mediatore è ancora aperto. Una città ideale, disegnata con riga e compasso, ordinata e razionale, rigorosamente geometrica e certa.

L'EUR stupisce, colpisce lo sguardo e la mente, ripercorre millenni di storia e ne inventa contemporaneamente una nuova e originale. Perdersi nei suoi immensi spazi dalla impeccabili proporzioni, può costare caro all'ignaro visitatore. Tutto sembra vicino, ma non si arriva mai. Molti sono gli edifici di eccezionale richiamo simbolico e di raffinata ed elegante bellezza: il Palazzo delle Civiltà Italiana con la sua sequenza di archi ( a Roma conosciuto come il Colosseo quadrato) e al suo opposto su un ampio sfondo prospettico il Palazzo dei Congressi di Adalberto Libera, il Palazzo degli Uffici, i Palazzi dei Musei (il Museo della Civiltà Romana, il Museo Nazionale dell'Alto Medioevo, il Museo delle arti e tradizioni popolari ed il Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini, oltre ad un nuovo planetario, con annesso Museo dell'Astronomia, aperto nel 2004), l'Archivio Centrale dello Stato, i Palazzi dell'INAIL e dell'INPS, la Piazza e gli edifici delle Forze Armate, la Basilica dei Santi Pietro e Paolo e molti altri.

Una città metafisica e fisica, ideale e vera, che culmina in un lago artificiale circondato dal verde e ispirato alle grandi ville di epoca classica. Un quartiere rimasto sospeso fra idea e realtà.

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