Fonte di Giuturna

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All'interno del Foro Romano si trova una delle più antiche e importanti fonti di Roma, la Fonte di Giuturna, dedicata alla ninfa del Lazio, figlia di Launo e di Turno, patrona delle fonti. 
 
Si tramanda che Giuturna venne amata da Giove e che la trasformò in una fonte di eterna giovinezza, dove Giunone si bagnava riacquistando la sua giovane freschezza. 
 
In onore della ninfa, a Roma e nel Lazio, si celebrava la festa "Iuturnaria", per scongiurare la siccità.
 
Oggi la fonte è un complesso monumentale ben conservato, tutt'oggi visitabile, che comprende un insieme di elementi: la vasca, dove sgorga ancora l'acqua; il pozzo; l'edicola sacra; e alcuni ambienti intorno a una sorgiva posta sotto la protezione della statua che raffigura la ninfa Giuturna. Simbolo di purificazione, è tra i numerosi santuari dedicati alle divinità acquatiche dove si recavano gli ammalati, per cercare beneficio dalle acque considerate medicamentose.
 
Tra le numerose leggende legate a questo luogo, quella in cui è labbeveratoio dei cavalli dei Dioscuri, gemelli divini, figli di Giove e di Leda. Ad avvalorare la tesi sono i resti delle statue dei Dioscuri, rinvenute durante i primi scavi nel 1900, che li raffigurano nell'atto di abbeverare i loro cavalli alla fonte. Il rilievo che si vede oggi al bordo della fonte è una copia (l'originale si trova nell'Antiquarium).
 
La fonte si trova tra la casa delle Vestali e il tempio dei Castori, all'interno del Foro Romano​.

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