Tarquinia

  • facebook
  • twitter
  • Google Plus
  • email

Passeggiare per il centro storico ammirando le bellezze medievali e rinascimentali. Immergersi in una storia lontana 3000 anni per scoprire gli stili di vita dei signori del mare, o semplicemente rilassarsi al sole in una delle spiagge della Riviera degli Etruschi. Tarquinia è un perfetto mix di storia, arte e natura che sa rispondere alle richieste dei viaggiatori più esigenti.
 
La storia della città di Tarquinia è strettamente legata alla storia degli Etruschi, essendo stata  una delle più antiche città della confederazione etrusca. Passata sotto i Romani, l'insediamento prese il nome di Corneto, trasformandosi in municipio ed entrando a far parte dell'area politica della capitale. A seguito delle invasioni barbariche, con la caduta dell'impero romano, gli abitanti della civita si trasferirono sul colle antistante dove sorge l'attuale città. Molte le ipotesi sull'origine del nome Corneto, la più attendibile lo fa derivare dall'albero di corniolo (corpus arbor), pianta dalle piccole foglie verdi e frutti rossi, di cui c'era grande quantità dove è sorto l'attuale abitato ed è rappresentata sullo stemma della città al centro di una croce bianca in campo rosso.
 
Il centro storico di Tarquinia conserva importanti testimonianze del periodo romano, medievale e rinascimentale. Da Santa Maria in Castello, la chiesa romanica più grande della città, con l'abside rivolta verso il mare ad edifici religiosi che presentano soluzioni architettoniche sempre più audaci, San Martino, San Salvatore, San Giacomo, l'Annunziata, affacciate su dirupi di sasso vivo verso la valle del fiume Marta e le colline dell'entroterra.
 
Del periodo comunale, è il Palazzo civico in stile romanico, con elementi che preludono al gotico. Altre chiese sorte nel cuore della città presentano questo mix di elementi. San Pancrazio, San Giovanni Gerosolimitano e San Francesco, il suo tempio più grande, i cui archi acuti del transetto si ergono ad altezze quasi  vertiginose. Intorno a queste chiese si aggrega ancora un intrigo di stradine che recano intatto il loro tessuto medievale, un vero e suggestivo percorso nel passato, tra archetti, case, profferli, palazzetti, monasteri e torri. Molte sono le torri che costituiscono la caratteristica più spettacolare del panorama tarquiniese. Alcune sono mozze, altre intatte; alcune si ergono isolate nelle piazze o nei prati, altre sono inglobate nelle dimore di antiche e potenti famiglie. Il solo Palazzo dei Priori, massiccia fortificazione urbana, ne ostenta almeno sei.
 
Intorno alla prima metà del 1400 Giovanni Vitelleschi, cardinale e condottiero, potentissimo plenipotenziario e massimo stratega della curia romana, eresse due opere che connotano fortemente l'aspetto urbanistico della città: una sofisticata fortificazione nella cinta muraria e soprattutto il suo palazzo gotico-rinascimentale. Nel Rinascimento, il Palazzo Vitelleschi visse l'opulenta atmosfera della corte romana, perché ospitò spesso i papi del tempo che riempivano la città col loro largo seguito di alti prelati, dame, principi, paggi e falconieri per dedicarsi alla caccia e alle lunghe galoppate fino al mare.
 
Camminare oggi per Tarquinia, percorrere cioè le strade della vecchia Corneto, di volta in volta città marinara, libero comune, protosignoria vitelleschiana, residenza papale, significa rivivere la sua storia.
 

 

Guarda la visita virtuale

 

 

Mappa

Dettaglio mappa