Fonte della Ninfa Egeria

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Tra i più celebri miti legati all'acqua c'è quello legato a Egeria, ninfa venerata insieme alle quattro Camene, protettrici delle acque. Si narra che, sciolta dal pianto per amore, diede origine alla fonte omonima
 
Si racconta che Egeria, esperta di misteri umani e divini, fosse innamorata di Numa Pompilio, secondo Re di Roma, al quale dava consigli servendosi di riti propiziatori. Alla morte del Re, così come racconta Ovidio nelle Metamorfosi, Egeria era talmente avvinta dal dolore che gli dei, impietositi dal suo pianto, decisero di trasformarla in una fonte. I Romani consideravano sacra la Fonte Egeria, ancora oggi chiamata l'acqua santa di Roma, come si legge sull'etichetta della bottiglia.
 
Le ninfe delle acque erano considerate divinità inferiori e adorate da particolari cultori chiamati dai Romani lymphatici.
 
La Fonte Egeria è aperta al pubblico all'interno del Parco Regionale dell'Appia Antica, nella valle della Caffarella, zona che ospita anche lo splendido mausoleo di Cecilia Metella. Si entra nel Ninfeo di Egeria, una sorta di nicchia, un tempo rivestita di marmo bianco e dalla grande volta ricoperta di mosaici.
 
Dalla Fonte Egeria parte il "sentiero delle acque", che passa tra i resti del Bosco Sacro e del Ninfeo per raggiungere le sorgenti, le Marrane e il Laghetto del Pioppeto.
 
Nei pressi della fonte si trova oggi lo stabilimento dell'acqua Eg​eria, dove è possibile fare una sosta. Esiste anche un'altra fonte Egeria, che i Romani edificarono ad Ariccia.

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