Palazzo Venezia

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Palazzo Venezia è uno dei primi palazzi costruiti a Roma all'inizio dell'epoca rinascimentale. Segnò l'esordio di una nuova epoca.
Fu realizzato per il Cardinale veneziano Pietro Barbo, futuro Papa Paolo II, che si servì del marmo del Colosseo e del Teatro di Marcello​. Il sito venne scelto per la presenza della Basilica di San Marco, di cui erano titolari i cardinali della Serenissima.
 
La straordinaria novità stilistica del palazzo, che recupera le regole dell'Antichità classica, giustifica il fatto che la sua attribuzione, ancora incerta, sia divisa tra tre architetti toscani: Leon Battista Alberti, Giuliano da Maiano e Bernardo Rossellino, che furono autori di alcuni tra i principali palazzi della Firenze di Lorenzo il Magnifico.
Il nucleo centrale dell'edificio era costituito da un cortile circondato da un quadriportico su tre livelli, decorati da colonne doriche, ioniche e corinzie, mentre alla grande torre era collegato un giardino pensile, chiamato viridarium (oggi non più esistente).
 
Il piano nobile si arricchirà di saloni decorati. Alla morte del Papa l'edificio restò come dimora dei cardinali veneziani e nel 1564 Papa Pio IV Medici cedette parte del Palazzo alla Repubblica di Venezia (da cui il nome), che vi tenne la sua ambasciata fino al 1797. Ospitò la rappresentanza diplomatico austro-ungarica fino al 1911 finché tra il 1929 e il 1943 fu sede del Capo del Governo Benito Mussolini e del Gran Consiglio del Fascismo.
 
Sotto il balcone che si affaccia su Piazza Venezia, Mussolini radunava enormi folle, da qui proclamò la nascita dell'Impero il 9 maggio del 1936 e l'entrata in guerra dell'Italia il 10 giugno 1940.

Oggi il Palazzo ospita un Museo che raccoglie una straordinaria collezione di opere tra Medioevo e Rinascimento, oltre a grandi sale utilizzate regolarmente per mostre temporanee.

All'interno è anche presente la Biblioteca di Archeologia e Storia dell'Arte.
 

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