Il Quirinale: dai Papi alla Repubblica

  • facebook
  • twitter
  • Google Plus
  • email

Il Palazzo sorge su uno dei colli di Roma, che ospitò, fin dalle origini, strutture pubbliche di rilievo, dal Tempio di Quirino alle Terme di Costantino. Sulle loro fondamenta, nel secolo XVI il Cardinal Oliviero Carafa realizzò una vigna con una piccola dimora, abbellita successivamente da Ippolito d'Este, più noto per la magnifica Villa a Tivoli.

Molti furono i Papi che scelsero il Quirinale come residenza estiva, più fresca e salubre del Vaticano, e si dedicarono quindi ad ingrandire ed arricchire il Palazzo, ad iniziare da Gregorio XIII, papa dal 1572, il primo pontefice ad intervenire sulla struttura, ampliandola a sue spese.

Nel corso del Seicento il Palazzo si estese sulla Piazza antistante – allora Piazza di Montecavallo –, verso la Dataria e lungo la via Pia, ora XX Settembre. All'interno Alessandro VII, proprio quando la peste falcidiava la popolazione romana, commissionò a Pietro da Cortona e ai suoi collaboratori  la decorazione di un corridoio di 70 metri, che collegava gli appartamenti papali alla Cappella Paolina.

Tra il 1656 e il 1657 il pittore realizzò uno spazio immerso nella natura dipinta: colonne binate con sfondo di verzura che inglobavano le ventisei finestre, tredici per ogni lato. Il salone, un capolavoro di luce e colori, nel 1812 fu diviso in tre sale, per adattare il Quirinale alle esigenze di rappresentanza dell'Impero, e gli affreschi vennero coperti da tappezzerie e decori ottocenteschi, rimossi recentemente con una vera e propria ‘rinascita' della Galleria di Alessandro VII.

Pio IX fu l'ultimo pontefice a soggiornare al Quirinale: nel 1870, dopo la breccia di Porta Pia e l'annessione di Roma al Regno d'Italia il Quirinale divenne residenza della famiglia reale dei Savoia, ed infine del Presidente della Repubblica.

Mappa

Dettaglio mappa

Galleria