Nettuno

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Da Roma verso sud, seguendo il litorale o percorrendo la via Pontina, incontriamo la deliziosa città di Nettuno. Secondo la tradizione latina l'attuale denominazione della città trae origine da Neptunium o Navale Antium, come si chiamava il primo insediamento volsco, dal nome del Dio del mare. Sul più alto scoglio della costa, dove sorse poi il borgo medievale, gli abitanti consacrarono un tempio alla divinità. 
È qui che iniziamo ad incontrare le prime fortificazioni a difesa di un golfo che rivestì sin dall'antichità sempre la sua importanza. Nettuno, nel suo borgo antico, è essa stessa un castello. La costruzione fu opera della famiglia Orsini nel secolo XIV: torrioni cilindrici e mura alte su un costone di roccia sul mare. Due secoli dopo, la fortezza passò sotto il controllo dei Colonna che la restaurarono e presero dimora nel Palazzo Baronale. 
Altre costruzioni di pregio all'interno del borgo sono Palazzo Doria-Pamphilj e la chiesa collegiata di san Giovanni Battista. Una curiosità è costituita dal Cavone, un antico camminamento lungo le mura da cui si ammira il mare e il porto cittadino. 
Tra Anzio e Nettuno, sul lungomare provenendo da nord verso sud ci si imbatte nel bel Forte San Gallo una piccola fortezza rinascimentale circondata da un fossato e situata proprio sul mare. Il Forte fu progettato da Antonio da San Gallo il Vecchio e fatto costruire, all'inizio del Cinquecento, da Cesare Borgia per rafforzare le difese del porto di Nettuno. Vi si accede da un suggestivo ponte levatoio che dà accesso alla costruzione su tre piani ancora molto ben conservata. 
Se ci si spinge ancora più a sud, costeggiando il bel litorale dopo il centro cittadino moderno di Nettuno si arriva ad un interessante area archeologica e naturalistica. Siamo a Torre Astura un castello sul mare eretto sui resti di una costruzione dell'antica Roma con alcune peschiere ancora ben visibili. La prima costruzione molto probabilmente fu di epoca medioevale di poco precedente all'anno Mille; in seguito il luogo fu abitato da monaci cistercensi infine passò alla famiglia Frangipane. Nel XII secolo la torre fu teatro del tradimento di Corradino di Svevia in fuga dopo la sconfitta di Tagliacozzo, da parte di Giovanni Frangipane; nel corso del Cinquecento divenne poi una fortificazione dello stato pontificio.

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