Palazzo Barberini

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A partire dal Quattrocento, quasi ogni Papa, subito dopo l'elezione al soglio pontificio, procurava a Roma un nuovo palazzo.

È avvenuto con Martino V Colonna, con Paolo III Farnese e con Innocenzo X Pamphili. Non sfugge a questo destino Palazzo Barberini, che Papa Urbano VIII commissionò a Carlo Maderno del 1623. Per la costruzione del Palazzo si disse che il Papa sfruttò anche il marmo del Colosseo.
 
La preesistente Villa Sforza venne ampliata con la realizzazione di un grande atrio che doveva condurre al giardino interno, mentre ai lati vennero costruite due ali, quella a Sud per gli ecclesiastici della famiglia, quella a Nord per il ramo secolare. Nella prima il Cardinal Francesco Barberini collocò la sua celebre biblioteca che si poteva raggiungere attraverso la scala elicoidale disegnata da Borromini sul progetto di quella realizzata dal Vignola a Palazzo Farnese di Caprarola. L'altra ala era invece servita dallo scalone monumentale progettato da Bernini​, secondo lo schema classico cinquecentesco detto a pozzo quadrato, con effetti di luce spettacolari.
 
Fu proprio Bernini a prendere le redini del cantiere del Palazzo alla morte del Maderno e la sua collaborazione con Borromini rende tuttora difficile l'attribuzione delle straordinarie invenzioni presenti nell'edificio. Sicura è invece la mano di Pietro da Cortona nel Trionfo della Provvidenza, affrescato nel salone principale del piano nobile. Qui il Berrettini riuscì a realizzare il suo capolavoro, che creò una illusione spaziale del tutto nuova a Roma.
 
Il Palazzo venne acquisito dopo la Seconda Guerra Mondiale dallo Stato Italiano, che decise di collocarvi parte della collezione della Galleria Nazionale d'Arte Antica, all'epoca esposta nei ridotti spazi di Palazzo Corsini alla Lungara. Recentemente sono stati restituiti al pubblico gli ambienti del piano terreno, occupati fino al 2006 dal Circolo Ufficiali delle Forze Armate.

Oggi è possibile ammirare un percorso nella storia dell'arte Italiana che da alcuni crocifissi del Duecento arriva alla Giuditta e Oloferne del Caravaggio, passando per la Fornarina di Raffaello, l'Enrico VIII di Holbein e Venere e Adone di Tiziano.

Ogni prima domenica del mese, la Galleria di Palazzo Barberini è aperta e visitabile gratuitamente. Bellezze di Roma organizza visite guidate su prenotazione (15 euro a persona). Per maggiori informazioni su FB

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