Trekking con San Francesco

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Prende avvio dall'Umbria, regione originaria del Santo, per raggiungere la conca di Rieti, culla della spiritualità francescana, da dove partono gli ultimi 8 chilometri di un "Cammino" iniziato ad Assisi e che arriva fino a Roma: un tratto percorribile a piedi, a cavallo, in mountain bike. Partiamo dal versante settentrionale della conca reatina, proprio ai confini con l'Umbria, per una prima sosta a Poggio Bustone.
 
Il "Cammino" inizia da questo borgo medievale, dove i ricordi francescani si affidano al santuario-convento di san Giacomo Maggiore e al Sacro Speco, il romitorio in cui Francesco pregava. La seconda sosta la facciamo sul Terminillo , dove a 1623 metri sorge un tempio "moderno" dedicato al Santo, eretto nel 1964. Ritorniamo a quote più basse per raggiungere il santuario di santa Maria de La Foresta presso Rieti , dove Francesco compì il miracolo dell'uva, ricordato da un'edicola presso il convento, da dove si accede alla grotta di preghiera in cui, secondo la tradizione, venne composto gran parte del Cantico delle Creature.
 
Da santa Maria della Foresta a Fonte Colombo, il "Sinai" francescano, il passo è breve: appena pochi chilometri. Il Santuario, situato sul Monte Rainiero, ha un'importanza rilevante nel percorso spirituale di Francesco che nel 1223 dettò qui a frate Leone, dopo 40 giorni di digiuno, la stesura definitiva della Regola. Ed è qui che si trova la cella dove il Santo nel 1225 subì, senza dolore, la cauterizzazione agli occhi. Nello speco adiacente al santuario, tra silenzi inauditi, Francesco ebbe la visione di Cristo che confermava la Regola.
 
Greccio si fa vedere poco più distante, ai piedi del Monte Lacerone. Il santuario che domina la Valle Santa, fu il luogo, nel 1223, del primo presepio della storia. l'adiacente convento, accoglie la "Cappella del Presepio". Per il percorso, soprattutto a piedi, occorre attrezzarsi con scarpe comode, calzettoni traspiranti, zaino dotato dell'indispensabile e una borraccia piena d'acqua. Terminata l'escursione, è piacevole sedersi a tavola per gustare alcune delizie culinarie che risentono dei sapori forti e robusti della montagna, cui si affianca quello fruttato e vellutato dell'olio extra vergine d'oliva.

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