Viterbo

  • facebook
  • twitter
  • Google Plus
  • email

Strategicamente collocata sulla via consolare, Viterbo è un cuore di pietra desideroso di aprirsi al viaggiatore che ami lasciarsi incantare da atmosfere medievali  che narrano "storie di cavalieri, d'armi e d'amori" e di machiavelliche strategie papaline. Qui nel 1272, davanti all'altare della Chiesa del Gesù, si consumò infatti l'efferato delitto di Enrico di Cornovaglia, descritto da Dante nell'Inferno. Qui fiorirono le leggende di Santa Rosa, la fanciulla che divenne il simbolo della lotta guelfa contro le pretese egemoniche dell'Impero.
 
Viterbo, capoluogo dell'omonima provincia, è situata a ridosso dei Monti Cimini, tra il Lago di Vico e quello di Bolsena. La sua superficie si estende tra l'area Maremma e l'area Teverina. La Palanzana, monte alto 800 metri, domina la pianura su cui sorge il centro urbano.
 
Città d'arte e di cultura, offre al visitatore numerose opportunità: dalle chiese medioevali ai palazzi rinascimentali, dalle aree archeologiche alle terme, dalla buona cucina alle tradizioni culturali.
 
Da non perdere il Palazzo Papale che dalla metà del XIII secolo domina come una fortezza il colle San Lorenzo e abbraccia la piazza sottostante composta da eleganti archi; il Duomo romanico di San Lorenzo, sede dell'incoronazione di ben sette papi; il quartiere San Pellegrino, centro residenziale della Viterbo medievale. Ugualmente suggestivo, anche se architettonicamente meno raffinato di San Pellegrino, è Piano Scarano, uno dei rioni più antichi della città, un tempo per lo più abitato da contadini ed artigiani.
 
Passeggiare per le vie di Viterbo significa passeggiare nella storia. Così piazza del Plebiscito si schiude al visitatore offrendo un complesso artistico che sembra aver fermato il tempo: Palazzo dei Priori, con l'elegante portico, il palazzo dei Governatori, il palazzo del Podestà, con la torre dell'orologio e l'antica chiesa di Sant'angelo, la Rocca Albornoz  in piazza della Rocca che domina e testimonia la potenza del cardinale ed uomo politico, Alvarez de Albornoz, arcivescovo di Toledo, cancelliere del re di Castiglia e cardinale dal 1350, nominato da Innocenzo VI legato in Italia e vicario generale nei domini della Chiesa.
 
Per le vie del centro sono da ammirare le chiese romaniche come Santa Maria Nuova, una delle più antiche di Viterbo, San Sisto e molte altre.
 
Innumerevoli sono le fontane che costellano la "città dei Papi". Imponenti e slanciate, nella loro foggia a fuso, erano titolari di una fondamentale funzione pubblica. Intorno gravitavano le piazze della città,  allietate da una presenza che sembra poter dissetare anche la pietra. Le più belle sono quelle di: Piazza della Morte (1200), piazza Fontana Grande (1206), piazza San Faustino (1251), piazza della Rocca (XVI sec.), piazza delle Erbe (1621), piazza del Gesù (XVII sec.) e Piano Scarano (1367).
 
Fuori le mura, la necropoli di Castel d'Asso e la città di Ferento testimoniano la presenza sul territorio delle due civiltà a cui è attribuita l'origine di Viterbo: etrusca e romana. Diverse località circondano il capoluogo: La Quercia, Bagnaia, S. Martino al Cimino, Tobia, Roccalvecce, Grotte Santo Stefano, Montecalvello; borghi di interesse storico possiedono ville, chiese, palazzi e giardini di straordinario valore artistico.
 
Rivestono particolare interesse i musei cittadini, allestiti per la maggior parte all'interno di antiche residenze storiche o di edifici religiosi, che conservano le memorie dei popoli che vissero la Tuscia.
Viterbo occupa un'area prevalentemente termale: diverse le sorgenti dalle importanti proprietà curative. Le terme, utilizzate per tutto il Medioevo e frequentate da papi e personaggi illustri, offrono cure terapeutiche ma anche opportunità di svago e relax.
 
Tra gli eventi proposti nel capoluogo, i festeggiamenti in onore di Santa Rosa: la forte devozione dei viterbesi nei confronti della patrona cittadina ha dato vita alla tradizione del trasporto della  Macchina di Santa Rosa, che si ripete ogni anno la notte del 3 settembre, quando una lunga spirale  di luce portata a spalla da cento "facchini" percorre le vie cittadine fino al Santuario delle monache clarisse, dove è conservato il corpo della Santa. 
 

Mappa

Dettaglio mappa

Galleria