Comune di Monte San Giovanni Campano

  • facebook
  • twitter
  • Google Plus
  • email

Il Borgo, il centro storico di Monte San Giovanni Campano sorge lungo il digradare di un colle roccioso alto 420 metri ed è formato da un nucleo fortificato, il Castello, e da un abitato che scende verso il basso ad anelli, con case addossate le une alle altre, quasi tutte con pareti esterne provviste di feritoie. Lungo il perimetro dell'abitato vi sono trentasei torrette quadrate e cilindriche, ormai inglobate nelle case perimetrali o sommerse dalla vegetazione.

Delle cinque porte originarie ne restano tre, la Codarda, la Rendola e quella della Scrima. Nel castello, si possono visitare il sontuoso palazzo di stile rinascimentale, la cella (trasformata successivamente in cappella) in cui San Tommaso fu tenuto dai fratelli e due torri, una delle quali curiosamente pentagonale. Del palazzo Ducale invece resta ben poco: era costituito da cinque piani e aveva la particolarità di essere più alto della torre maschia; gli ultimi tre piani furono demoliti a causa dei terremoti del 1703 e del 1915.
La torre maschia guarda verso il piazzale di Corte, il punto più alto del centro storico, dal quale si gode un panorama che spazia dai monti Ernici ai Marsicani, da quelli della Meta fin verso il monte Cairo, gli Ausoni, gli Aurunci e i Lepini. Sulla stessa piazza si nota l'elegante edificio del Bargello.

Quando l'antica città romana di Cereate, nei pressi dell'odierna Casamari, venne distrutta dalle orde barbariche, le popolazioni tentarono di rifugiarsi in luoghi più sicuri e inaccessibili, fondando la nuova comunità di Castelforte, in seguito ribattezzata Monte San Giovanni Campano

Il castello, a 420 metri di altitudine, fu affidato dal re Normanno Ruggero II ai Conti di Aquino, come ricompensa per i servigi prestati, e questi lo abbellì servendosi dell'opera degli scalpellini e di altre maestranze che stavano lavorando all'edificazione dell'Abbazia di Casamari.
Il castello ospitò San Tommaso d'Aquino intorno al 1243, quando egli tentava di recarsi in Francia per abbracciare gli ordini religiosi domenicani, contro la volontà della madre. Fermato ai confini della Toscana dai fratelli, FU ricondotto in patria e rinchiuso per circa due anni proprio nel castello a Monte San Giovanni Campano, subendo l'attentato alla sua purezza. Ancora oggi è possibile vedere la stanza della sua prigionia, in seguito trasformata in cappella dai suoi parenti. All'interno, figura un trittico in legno su fondo dorato con la figura del giovane cinto dagli angeli.

La famiglia Conti di Aquino conobbe il periodo di massimo splendore durante il regno di Federico II. Quando l'imperatore fu scomunicato per la terza volta, tentarono di sganciarsi dal loro protettore. Scoperti, dovettero subire la violenta reazione: Rinaldo, fratello di San Tommaso, venne giustiziato.
Nel 1418, papa Martino restaurò il pieno dominio temporale della Chiesa e restituì il castello al Vescovo di Veroli. In seguito, Monte San Giovanni Campano ridiventò feudo degli Aragonesi, parte del Regno di Napoli. Ferdinando d'Aragona ne fece la roccaforte avanzata del suo Regno e, nel 1495, oppose resistenza al passaggio delle truppe di Carlo VIII di Francia, diretto alla conquista del Regno di Napoli. In questa occasione la rocca fu gravemente danneggiata dalla polvere da sparo. Ormai devastato, Monte San Giovanni Campano fu in seguito ricostruito a ridosso del castello.

Passato il turbine di Carlo VIII, il centro passò nuovamente nelle mani degli Avalos, il primo dei quali aveva sposato, nel 1440, Antonella, ultima discendente dei Conti d'Aquino. Il castello fu riordinato e attrezzato con cannoni posti dietro gli spalti esterni, che furono poi tolti quando la città ripassò nuovamente nelle mani del papa e trasferiti nella base navale di Gaeta. Ancora oggi si possono vedere le aperture circolari da cui sbucavano le canne dei cannoni. 

Anche il Convento di San Giovanni, subì gravi danni dall'attacco francese e rimase per molti anni in abbandono, asilo di briganti e luogo di delitti. Nel 1538, Eleonora d'Avalos, Marchesa di Pescara, lo fece riedificare e lo cedette ai frati Cappuccini, che ancora oggi lo abitano. In questo Convento venne consacrato sacerdote San Felice da Cantalice nel 1544. 

Nello stesso periodo venne ricostruita la collegiata di Santa Maria della Valle, ad opera degli Aquino-Avalos e su disegno di artisti della scuola del Bramante, dove si venera la Madonna, rappresentata da una statua lignea del 1632, eseguita da artisti lucchesi. 

Il centro storico di Monte San Giovanni Campano conserva angoli suggestivi che riecheggiano secoli di civiltà, di distruzioni e ricostruzioni. Il Palazzetto Rinascimentale, con il suo portale squadrato, rappresenta il cuore della cittadella, elegantemente decorato in stile cinquecentesco.

Approfondimenti

Per maggiori informazioni:Comune di Monte San Giovanni Campano 

Mappa

Dettaglio mappa

Galleria