Teatro Argentina

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Con 600 alzate di sipario registrate lo scorso anno, un incremento del 240% rispetto alla stagione precedente, 137.000 gli spettatori paganti, un aumento pari al 155% e quasi 9.000 abbonati, la stagione 2015/2016 del Teatro di Roma, la prima da Teatro Nazionale, aspira a farlo rinascere come luogo legato alla pluralità e all'interdisciplinarietà artistica sulla scia del percorso intrapreso già lo scorso anno dal direttore Antonio Calbi e dal presidente Marino Sinibaldi.

Confermato il sostegno da parte della Regione Lazio di 1 milione 190mila euro, il Teatro di Roma, ufficialmente riconosciuto Teatro Nazionale dal MiBACT in base alle riforme recentemente avviate, lancia il nuovo claim di stagione, Teatro. Dunque sono, ispirato al celebre Cogito. Ergo sum cartesiano per un teatro rinnovato, aperto sette giorni su sette che accolga quotidianamente la città.

 

Torna a Liveinlaziola stagione di spettacolo dal vivo nel Lazio.

Curiosità

Il Teatro Argentina è un teatro settecentesco che ha le fondamenta nel cuore della storia di Roma e del Lazio. Infatti, in corrispondenza all'attuale Argentina sorgeva la grande aula detta Curia Pompeii, dove Giulio Cesare fu ucciso e che Augusto decise pertanto di far murare. Durò poco il veto, tanto che l'antica area teatrale venne restaurata e rimase in uso fino al quinto secolo dopo Cristo. In epoca moderna il teatro si apre alle celebri feste del Carnevale di Roma, evento molto partecipato e celebrato nella capitale dello Stato Pontificio come a Venezia con grande sfarzo e coinvolgimento popolare.

Il 20 febbraio 1816 Rossini presenta all'Argentina, in prima assoluta, il suo Barbiere di Siviglia, ma la claque assoldata da Paisiello, autore di un altro e concorrenziale Barbiere, ne decreta inizialmente un clamoroso tonfo. Alla seconda rappresentazione, però, e da quel momento fu un autentico trionfo. Accanto alle acclamate opere rossiniane, il teatro accoglie con successo anche i capolavori di Cimarosa e Donizzetti, mentre è del 1827 l'applauditissimo concerto che Paganini esegue nella sala sovrastante il vestibolo.

Quando nel 1870 Roma diventa Capitale, e dagli albori del '900, il Teatro Argentina diventa un teatro di prima grandezza la cui vocazione fondamentale - fin da allora - è quella di dare spazio alla ricerca drammaturgica, valorizzando le nuove proposte, ospitando i grandi interpreti della scena italiana.

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