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Stanze d’Artista

Date

Dal 21/04/2017 03:08 al 02/10/2017 00:01


Riunite in occasione della mostra sulla prima metà del Novecento italiano circa sessanta opere di scultura, pittura, grafica raccontata da dodici dei maggiori esponenti di quel fecondo periodo storico: Mario Sironi, Arturo Martini, Ferruccio Ferrazzi, Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Carlo Carrà, Ardengo Soffici, Ottone Rosai, Massimo Campigli, Marino Marini, Fausto Pirandello e Gino Bonichi, noto, quest'ultimo con lo pseudonimo Scipione.
 
L'eclettismo comune a questi artisti ha come punto di partenza il simbolismo e l'impressionismo francese della pittura di paesaggio diffusa tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento, passando per le sperimentazioni delle scomposizioni futuriste di rinnovamento e modernita' degli anni Venti e Trenta, insieme all'esaltazione dell'arte antica e romana tipica di quel periodo della tradizione italiana e che caratterizza le molteplici correnti artistiche di quegli anni (dal Realismo magico alla Metafisica e al Classicismo della scultura), fino alla fase dell'arte figurativa e dell'arta astratta che ha caratterizzato la cultura degli anni Quaranta e Cinquanta.
Gli artisti esposti, partendo da idee pittoriche diverse, hanno il pregio di aver voluto di ritrarre il dramma della condizione dell'uomo contemporaneo, percepita come tragica e raccontata attraverso il recupero di tecniche tradizionali, come l'affresco, il mosaico, il disegno, e ovviamente la pittura.
 
Tra gli artisti spiccano per notorietà Mario Sironi e Giorgio De Chirico. 
 
Il primo, attraverso forme espressive solide e cupe, intense ed evocative, assunte come simboli assoluti della condizione umana, racconta la vita nelle città, in particolare le periferie urbane, che immergono l'uomo in uno stato di estrema solitudine. 
 
L'idea di solitudine desolata è ripresa da Giorgio De Chirico, che con le sue immagini di piazze vuote, manichini senza volto, pone le basi del Surrealismo, laddove l'uomo è ormai disgregato, ridotto quasi ad idea onirica e al di là di un piano strettamente fisico. 
Molto interessante, per la sua vicinanza di stile all'espressionismo europeo di Munch è Gino Bonichi, noto come Scipione, unita a una passione per le figure contorte e per gli sfondi fatti di colori intensi e fiammeggianti.
 
Per maggiori informazioni: 060608
 
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