L’abbazia di Valvisciolo è situata su un contrafforte che si affaccia su una piccola valle, per tradizione medievale, detta “dell’usignolo” tra Sermoneta, l’oasi di Ninfa e Latina. Il complesso monastico è dedicato al protomartire Santo Stefano, e rapppresenta nel territorio uno dei massimi capolavori di stile romanico-cistercense dopo l’abbazia di Fossanova. La tradizione vuole che questa abbazia sia stata fondata nel XII secolo da monaci greci e sia stata occupata e restaurata dai Templari nel XIII secolo. Disciolto questo ordine nel XIV secolo, subentrarono i Cistercensi. Fu per volere di Pio IX che l’abbazia divenne priorato conventuale dipendente dalla congregazione di Casamari, di cui tuttora fa parte.

Nell’Abbazia ci sono chiari indizi della presenza Templare, costituiti da alcune caratteristiche croci visibili nel primo gradone del pavimento della chiesa, nel soffitto del chiostro e quella più famosa di tutte scolpita nella parte sinistra dell’occhio centrale del rosone, venuta alla luce nei restauri di inizio secolo. In tempi recenti, sul lato occidentale del chiostro, abbattendo un muro posticcio, sono venute alla luce graffite sull’intonaco originale, le cinque famose parole del magico palindromo “SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS”. Unico nel suo genere, la variante è che le venticinque lettere non sono disposte in forma di quadrato magico, bensì su cinque anelli circolari concentrici, ognuno dei quali diviso in cinque settori, in modo da formare una figura simile ad un bersaglio. Questa forma mantiene la peculiarità di avere quattro diversi sensi lettura (due lungo le circonferenze ed altri due lungo i raggi), ma il Quadrato, tradizionalmente simbolo della Terra, è sostituito dall Cerchio, da sempre associato al Cielo.  Rimanendo all’interno del chiostro, sul muretto perimetrale che circonda il giardino centrale e che sostiene le colonnine, si trovano incise alcune Triplici Cinte. Sullo stesso muro in cui compare il SATOR, proseguendo oltre ci s’imbatte in un altro frammento d’intonaco originale, sul quale, invece, si trovano altri graffiti tra cui spiccano numerosi e marcati Nodi di Salomone nella classica forma cruciforme. Accanto ai Nodi di Salomone, sulla stessa porzione d’intonaco, appare graffita in verticale un altro simbolo particolare, quello del Centro Sacro. Nel soffitto del chiostro, davanti la Sala Capitolare, si trova invece una Stella Polare realizzata in rilievo. Altre Stelle Polari si trovano incise su alcuni dei capitelli delle colonnine che circondano il chiostro. Il complesso e variegato simbolismo presente a Valvisciolo non si ferma qui: guardando attentamente tra i capitelli delle colonnine del chiostro, si scorgono altre figure tipiche dell’iconografia simbolica cristiana come l’Agnus Dei, ma anche simboli veri e propri come il Fiore della Vita.

L’interno della chiesa è a tre navate suddivise da pilastri e colonne. Presenta pareti spoglie di affreschi secondo i canoni del “memento mori” dei cistercensi che evitavano gli sfarzi architettonici per rispetto della spiritualità. Il complesso fu restaurato agli inizi del ‘900 e a metà degli anni ‘50.

 

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Abbazia del Valvisciolo - Sermoneta

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