L’abbazia di Fossanova è situata nel comune di Priverno, fuori dal centro urbano, ai confini con il comune di Sonnino. Dichiarata “monumento nazionale” nel 1874, costituisce il più antico esempio d’arte gotico-cistercense in Italia insieme all’Abbazia di Casamari  di Veroli.  Il complesso nacque alla fine del XII secolo dalla trasformazione di un preesistente monastero benedettino, risalente al VI secolo, di cui rimane una flebile traccia al disopra del rosone della chiesa.  La chiesa, dedicata alla Vergine Maria e al martire Santo Stefano, ha un’architettura solenne, di austera eleganza, spoglia e priva di ornamenti pittorici, in un’arcana atmosfera di essenzialità e di profonda spiritualità che riflette la severità della regola cistercense, fondata sul voto, l’isolamento e l’Opus De. Il tempio a pianta latina, presenta quali unici elementi “sfarzosi”, l’ampio e magnifico rosone e lo splendido mosaico della lunetta del portale. Il campanile, visibile sin da lontano, è di grande bellezza. Il chiostro, collegato alla chiesa dalla “Porta dei coristi” è il fulcro della vita comunitaria e  vi gravitano gli edifici più importanti dell’abbazia -Refettorio, la cucina, dormitori dei conversi, dormitori dei monaci, Sala delle riunioni invernali, Sala Capitolare, casa dei pellegrini, il cimitero e l’infermeria e quelli che conservano i segni più evidenti dello stretto rapporto tra Fossanova e i cavalieri templari. Ben conservata è la fontana del chiostro costruita nel XIII secolo di fronte al refettorio.

L’Abbazia di Fossanova è legata alla vicenda della morte di San Tommaso d’Aquino, Nell’infermeria vi è la stanza ove il Santo visse, pregò e meditò negli ultimi giorni della sua vita e dove morì il 7 marzo 1274. Si racconta che Il “dottore angelico” stava recandosi in Francia per assistere al Concilio di Lione, convocato nei primi mesi dello stesso anno da papa Gregorio X: partito da Napoli alcuni giorni prima sul dorso di una mula, si era fermato a Maenza per visitare la nipote Francesca, ma qui aveva iniziato ad accusare una febbre che celermente era divenuta preoccupante. Fu così che San Tommaso, conscio della morte che sopraggiungeva, volle farsi portare alla vicina Fossanova per poter trascorrere le ultime sue ore in preghiera e raccoglimento. Secondo la tradizione, egli attese il trapasso secondo l’uso francescano, e cioè disteso sul nudo pavimento. Alla Foresteria (l’ex-Infermeria dei monaci), si accede dal chiostro, passando per un giardinetto ove è una lapide con un mezzo busto del santo-filosofo a ricordo dell’avvenimento e ancora nel chiostro sono invece visibili le impronte che, secondo la leggenda, vennero lasciate dalla mula che trasportava il Santo al momento del suo arrivo all’Abbazia. Nella chiesa è ancora conservata la semplice tomba ormai vuota, dopo il che la salma venne trasferita dai domenicani a Tolosa alla fine del XIV secolo.  Dal 1935, l’Abbazia è tenuta da una comunità dei frati minori conventuali francescani.

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Abbazia di Fossanova - Priverno

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