La chiesa di Santa Maria Maggiore, più nota con la denominazione popolare di S. Francesco dai Frati francescani che tuttora la officiano, è uno dei più importanti edifici sacri della città e comprende anche il convento nel quale si susseguirono i Benedettini di Farfa (fino al 1256), i Frati Minori Conventuali (1256-1461) e i Frati Minori Osservanti (dal 1461).

La tradizione attribuisce la costruzione della parte più antica della chiesa a Papa Simplicio (468-483) che eresse la chiesa sui ruderi della residenza romana dello storico Gaio Sallustio Crispo (I sec a.C.), e consacrò il luogo dedicandolo alla Beata Vergine. Altri studi fanno risalire la costruzione agli anni della grande rinascita carolingia in Italia, periodo di grande espansione del monachesimo bendettino. I benedettini di Farfa, avrebbero innalzato la prima chiesa e il convento attiguo nel IX secolo.  La chiesa primitiva aveva un ingresso diametralmente opposto all’attuale. Verso il 1130 fu forse finanziato l’ampliamento della chiesa originaria, spostando l’ingresso nell’attuale posizione. Alla fine del Duecento venne inserito il rosone nella facciata, fu realizzato il portale gotico in marmo che dà accesso alla navata centrale e fu costruito l’attuale coro, decorato da affreschi coevi con motivi ornamentali. All’inizio del quattrocento venne realizzato dallo scultore Angelo da Tivoli il portale gotico e il tabernacolo. Pio II, costruttore della maestosa Rocca Pia, nel 1461, durante uno dei suoi soggiorni a Tivoli, insoddisfatto di come i frati conventuali tenessero il convento e la chiesa, decise di affidarne la cura ai frati francescani osservanti, che tuttora la tengono. Dal 1856, a seguito del crollo della chiesa parrocchiale di S. Croce (1843), la chiesa di S. Maria Maggiore ha assunto il nome e il ruolo di quella parrocchia, divenendo ancor più luogo di incontro dell’intera comunità tiburtina.

La chiesa, a tre navate, presenta cappelle laterali solo a sinistra; a parere di molti, anche nella navata destra si aprivano cappelle, che sarebbero state distrutte durante le trasformazioni rinascimentali, quando fu ampliata l’area per l’ingresso a palazzo d’Este. In realtà tali cappelle non sono mai esistite, come dimostrava la presenza della muratura medievale sulla parete esterna della navata destra, visibile dal cortile del palazzo d’Este fino agli ultimi restauri. Nel nartece si possono ammirare il portale gotico in marmo e il tabernacolo rinascimentale, che racchiude un affresco della Madonna col Bambino del XIII secolo. Il campanile del 1590 riprende forse il disegno dell’architetto ferrarese Giovanni Alberto Galvani (morto a Tivoli nel 1586), che aveva lavorato anche a Villa d’Este.

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Chiesa di S Maria Maggiore Parrocchia di S Croce e di S Francesco - Tivoli

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