La chiesa di Sant’Erasmo Vescovo Martire è il principale luogo di culto della città di Formia. La primitiva chiesa era di epoca costantiniana e venne edificata su un cimitero pagano cristiano dove era sepolto Erasmo, santo di Antiochia e patrono di Formia. Devastata più volte nel corso dei secoli,  prima dai turchi nel 1500 e poi nel corso di successive guerre, la chiesa fu rinnovata totalmente tra il 1538 ed il 1560 e dopo i recenti restauri è ritornata alla sua originaria bellezza. Si presenta a tre navate e conserva all’interno un dipinto anonimo del XVIII secolo, una lastra funeraria dei duchi di Marzano del 1698 e l’altare settecentesco contenente la statua lignea del santo. Nei sotterranei si trovano i resti di una necropoli romana (I-IV secolo), la tomba martoriale (martyrium, IV secolo), la primitiva cattedrale del V secolo, la cripta del VII secolo, le botteghe benedettine (‘XI secolo), le strutture olivetane (XVI secolo) e le sepolture a camera del XVIII secolo. Tutti scrupolasamente conservati, tra di essi vanno ammirati il martyrium, basilichetta con abside semicircolare, costruito all’indomani dell’editto del 27 febbraio 380 sopra la tomba venerata di Sant’Erasmo per serbarne la memoria e di cui oggi restano solo parte della fondazione dell’aula e una piccola porzione dell’alzato dei muri dell’abside; la Cappella carolingia, un ambiente a pianta rettagolare molto allungata adiacente la navata sinistra della chiesa, orientato trasversalmente al martyrium e di cui ne ingloba parte dell’aula,caratterizzato dalla presenza di tombe in muratura di età altomedioevale. Attiguo al duomo, l’ex cappella di San Probo del 1560 che attesta la fine dei lavori di ricostruzione del duomo.

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ex Cattedrale di S. Erasmo V.M.

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