Nel suo manoscritto Cronache sulla terra di Acquapendente Paolo Biondo nel 1588 racconta  di una festa organizzata dalla Confraternita di sant’Antonio in onore del santo, e del biscotto intrecciato, simbolo di fedeltà al santo.

Si tratta in realtà di un pane dolce di circa mezzo chilo dalla ricetta quasi segreta, tramandata per generazioni solo a voce di madre in figlia. L’anice che lo profuma lo rende perfetto per accompagnare il vino.

Si repara impastando farina 00, zucchero e uova, latte e olio extravergine di oliva, un po’ di liquore dolce e soprattutto anice, che lo rende così caratteristico, lievita due volte e cuoce per circa 20 minuti, rimanendo soffice anche per 10 giorni.

Anche in mancanza di documentazione chissà quante volte il Biscotto di di Sant’Antonio sarà entrato nelle bisacce di pellegrini e viandanti lungo la Via Francigena.

Per saperne di più

Il Biscotto di Sant’Antonio è un Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) del Lazio

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