E’ un percorso in  5 tappe da Cori a Fossanova attraverso i Monti Lepini. Si toccano Cori, Norma, Montelanico, Carpineto Romano e Maenza per raggiungere l’Abbazia di Fossanova, consacrata nel 1208, gioiello cistercense tra i meglio conservati in Italia.

L’itinerario inizia a Cori, città d’arte – con i resti di mura ciclopiche, i templi romani dei Dioscuri e di Ercole, affacciato sulla pianura e il Tirreno, le vie voltate medievali e le testimonianze del ‘400, con Sant’Oliva e i 27 capitelli del chiostro tutti diversi e la SS.ma Annunziata, interamente affrescata – e città delle tradizioni, con il Carosello dei Rioni, a giugno, che ricorda un evento del 1537. Prosegue fino a Norma, antichissimo borgo con gli scavi archeologici dell’ Antica Norba, dai quali la vista spazia fino alle Isole Pontine; quindi, per sentieri che portano al rifugio Jo Volubro e al laghetto vicino dove gli animali al pascolo si abbeverano, in territorio di Montelanico, giunge a Carpineto Romano. Scorci antichi e edifici che hanno segnato la storia del borgo – le Chiese di Sant’Agostino, di Santa Maria del Popolo, la Torre, il Palazzo Aldobrandini e Pecci, dove nacque Papa Leone XIII – fanno da sfondo dal 23 al 30 Agosto, al Pallio della Carriera, una festa antica con sfida equestre tra i rioni, spettacoli degli sbandieratori e rievocazioni con costumi rinascimentali delle famose sartorie locali di Donna Olimpia Aldobrandini, che fece del feudo – il suo “bello stato” – un ducato fiorente, dove anche Caravaggio lasciò un San Francesco in meditazione, recentemente scoperto.  Attraverso un bosco di castagni e piante aromatiche che appartenne alla famiglia Pecci, ecco Maenza, dominata dal Castello baronale, dove fu ospite san Tommaso d’Aquino, che qui compì il miracolo delle aringhe. Si passa dalla scalinata del Castello per raggiungere, oltrepassate le cascatelle sull’Amaseno, il borgo di Fossanova con i suoi edifici monastici – la chiesa ‘francese’ e la sua ottima acustica, tutti gli ambienti canonici intorno al chiostro, la foresteria e l’infermeria divenuta un bellissimo museo – ancora intatti.

Il Cammino prende il nome da Gioacchino Pecci, papa Leone XIII, che a Palazzo Pecci nacque nel 1810. Leone XIII è ricordato per il grande impegno sociale espresso attraverso 89 Enciclicche, tra le quali notissima la Rerum Novarum del 1891, prima enciclica nella storia della Chiesa Cattolica ad affrontare temi come la condizione degli operai e i diritti dei lavoratori.

Per saperne di più

Nel Cammino di Gioacchino la guida dettagliata al breve e suggestivo percorso nei Monti Lepini

 

 

 

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