Giubileo è anche ospitalità. E da sempre Roma ha accolto chi arrivava nella citta eterna anche venendo incontro alle prime necessità dei pellegrini.

Così i panificatori romani hanno realizzato una piccola pagnotta, di farine macinate a pietra provenienti solo dal Lazio, lavorate con i modi tradizionali: il pane dell’accoglienza, che si può comprare per sé e lasciare per altri che ne avessero necessità, il cosiddetto pane sospeso. Si conserva a lungo, perché pensato proprio per la bisaccia di chi viaggia; e quel che avanza ha mille impieghi, antichi e gustosissimi: dal panonto, ai crostini e crostoni per antipasti e zuppe, ed anche a ricette elaborate come il soufflé di pane, con cipolla, formaggio e uova, alla torta di pane e mele o di solo pane avanzato. Ecco la ricetta, nutriente e aromatica, per la quale servono circa 3 etti di pane raffermo, latte – 1 litro –, 9 uova intere, zucchero semolato – 250 grammi –, 1 etto e 30 gr di burro, 1 arancia – succo e buccia grattata – , e poi pinoli, noci, qualche candito e uvetta.

Procedimento

Si mescolano il pane a dadini, il latte e succo e buccia di arancia: si lascia riposare. A parte si battono le uova intere lo zucchero e un pizzico di sale, quindi si mescolano con il pane, si aggiungono pinoli noci uvetta e canditi, e , volendo, un goccio di liquore. Nella teglia imburrata e zuccherata si fa cuocere per circa 1 ora a 170 gradi, con il forno preriscaldato.

Per saperne di più

Sono circa 40 i panifici dove trovare il Pane dell’Accoglienza a Roma, ma il loro numero è destinati ad aumentare anche nel Lazio.

 

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