Un dolce a base di mandorle, zucchero, uova, limone e caffè, che si caratterizza per la particolare forma di serpente, a volte guarnito in superficie con la glassa.

Le origini di questo dolce risalgono al 249 d.C., quando    Anatolia, martire e santa, chiusa in un sacco insieme ad un serpente velenoso, ne uscì il giorno successivo miracolosamente indenne. Nelle rappresentazioni artistiche dell’epoca, il serpente è schiacciato dalla santa,  come simbolo del trionfo del bene sul male.

Era ed è tutt’ora usanza preparare il Serpentone per la festa della Santa vergine e Martire Anatolia che si svolge ogni anno il 10 luglio nel paese cha da lei prende il nome,  Sant’Anatolia di Borgorose, a testimonianza del suo martirio, avvenuto nella città di Thiora. Il dolce dalla forma di serpente è tradizionale ed esclusivo della frazione di Sant’Anatolia di Borgorose, tramandato di generazione in generazione per oltre 16 secoli.

Leggendo la storia del paesello di Sant’Anatolia si scopre un forte legame con i serpenti, tanto che le vecchie leggende del luogo associano a una loro invasione l’abbandono del borgo vecchio in favore del nuovo.

I dolci a forma di serpente, diffusi un pò su tutto il territorio nazionale, compaiono sulle nostre tavole nei periodi di passaggio stagionale, a indicare la capacità rigeneratrice del serpente, quel ciclo di morte e rinascita che ne faceva animale simbolo, anticamente, di Cerere, dea dell’agricoltura. Non a caso l’Urobos, il serpente la cui testa si congiunge alla coda, è il simbolo dei cicli infiniti del cosmo. Un simbolo, in definitiva, che nella tradizione popolare reinvia ad un passato precristiano.

Altrettanto interessante è la simbologia della mandorla, ingrediente principe di questa ricetta. Nel mondo cristiano questo frutto rimanda all’interiorità nascosta nell’esteriorità e perciò racchiude il mistero dell’illuminazione interiore, il mistero della Luce. Ecco perché in ogni tradizione, nella quale questo frutto è contemplato, rompere il guscio della mandorla significa giungere alla fine di un cammino che permette di scoprire il cuore delle cose.

Nel rituale racchiuso nel Serpentone, si fondono oggi come un tempo elementi pagani e cristiani.

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