La Bazzoffia è una minestra a base di verdure, della quale i borghi di Sezze e Priverno rivendicano la migliore tradizione e qualità. E’ un tipico piatto della cucina povera, da sempre gustata anche da pellegrini e viandanti.

Ancora oggi, viene preparata solo quando la terra fornisce gli ingredienti necessari, in primavera/estate, il che vuol dire assoluta garanzia della genuinità derivante dal rispetto della stagionalità oltre che dai sistemi e metodi di produzione. Nel mese di luglio Sezze rende omaggio a questo piatto con la tradizionale sagra.

Un piatto ricco e salutare come pochi, in cui si mescolano cipolla, sedano, patate, bieta, spinaci, zucchine, fagioli, carciofi, piselli e fave fresche, fiori e germogli teneri di zucca, aglio e rosmarino.

 

Procedimento

Si tagliano grossolanamente le verdure e le si mette a macerare per alcune ore in un cestino – il canistriglio di un tempo – sotto acqua corrente mentre, in un altro recipiente di pietra o legno – il murtalo – si battono aglio e rosmarino. In un recipiente di terracotta – la pignata – si fanno imbiondire cipolla e sedano nello strutto e si aggiungono il brodo di carne in quantità necessaria e le verdure ben scolate. In un altro recipiente di terracotta si prepara il pane casereccio raffermo, tagliato a fette sottili su cui, a cottura ultimata, si versa il brodo bollente con le verdure. In alcune varianti prima si depone l’uovo cotto in camicia e si procede ad una abbondante spolveratura di pecorino grattugiato. In passato si usava infilare alcune forchette intorno al recipiente, per tenere sollevato un panno – il pannono – che ricopriva la minestra per circa mezz’ora. Ora la Bazzoffia è pronta per essere servita con cipolla fresca a fette ed olive nere locali.

La buona pratica acquisita tra i fornelli ed i gusti personali sono fondamentali per ottenere il migliore  equilibrio di sapori, aromi e condimenti.

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