La Crespella di Veroli ha sempre trovato posto nella bisaccia che i contadini portavano con sé quando prendevano parte ai tanti pellegrinaggi del territorio, anche perché era il complemento del pasto quotidiano dei contadini e degli abitanti di questa zona della Ciociaria.

La Crespella, tanto era apprezzata e consumata che furono due sacerdoti bergamaschi e alcuni abitanti di una frazione pedemontana che nel 1964 diedero impulso alla valorizzazione della Crespella, organizzando la prima Sagra, intenzionati a riproporre, con le crespelle, ciò che avevano visto fare con il pesce sulla costiera adriatica.

Per celebrare questa prelibatezza, ancora oggi, ogni primavera si tiene, nella frazione di Santa Francesca, la Sagra della crespella, giunta alla 52^ edizione, una delle più longeve.

Ma, nel rito della preparazione delle Crespelle c’è ancora tutto il sapore di un tempo passato, quando le famiglie si riunivano intorno al caminetto acceso. I nonni raccontavano storie fantasiose ai nipoti, mentre le donne friggevano le crespelle nella padella posata sul treppiede, ed appena cotte, ancora bollenti sparivano come per magia.

Oggi, durante la Sagra, la  squadra delle crespellare si prende cura della cottura delle crespelle e con sincronia e maestria dalle loro mani nasce il gustoso capolavoro.

 

Ingredienti

500 gr farina 00, 1/2 litro d’acqua, 30 gr di lievito di birra, sale q.b.

Procedimento

La crespella è un’ordinaria frittella, che si ottiene impastando la farina di grano con lievito naturale, acqua e sale sufficienti ad ottenere una pasta tipo quella del pane. Si lascia lievitare il tempo indispensabile (circa 2.30 h) e poi si lavora in piccole parti a forma anellare e si frigge in olio di oliva già bollente. Appena dorata si toglie dalla padella e si può già gustare, anche se è preferibile mangiarla fredda.

Tuttavia col passare degli anni l’antica ricetta ha subito delle variazioni per l’aggiunta di uova, strutto, latte e zucchero, che hanno reso le crespelle più fragranti e più gustose.

La bontà della crespella si può apprezzare anche nei giorni successivi alla frittura, scaldata con una griglia sulla brace. Molto spesso in sostituzione del pane accompagna un ottima colazione ed anche gli altri pasti della giornata, al fianco di secondi piatti e contorni.

 

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