Il Santuario della Santissima Trinità, anche detto della Montagna Spaccata, è situato sulla fiancata occidentale del Monte Orlando, prospiciente Serapo, oggi Parco naturale urbano. Sorge su una fenditura nella roccia che giunge fin nella grotta del Turco creatasi, secondo la leggenda, al tempo della morte di Cristo, quando si squarciò il velo del tempio di Gerusalemme. Nel 1434 dall’alto dei due costoni di roccia si staccò un macigno che andò ad incastrarsi più in basso tra le pareti della fenditura, al di sopra dell’ingresso sul mare della grotta. Qui nel XVI secolo, venne realizzata una cappella dedicata al Crocefisso raggiungibile tramite una scalinata che porta nelle montagna; lungo di essa, che percorre la stretta spaccatura di roccia, è possibile notare sulla parete di destra un distico latino con a fianco la cosiddetta mano del Turco, la forma di una mano (le cinque dita nella roccia) che, secondo la leggenda, si sarebbe formata nel momento in cui un “miscredente” marinaio turco che non credeva alla storia sulla spaccatura nella roccia, si era appoggiato alla roccia che miracolosamente divenne morbida sotto la sua pressione formando l’impronta della mano.

Il Santuario edificato nel l’XI secolo, aveva annesso un monastero benedettino. Sotto Carlo V furono costruiti i nuovi bastioni della fortezza gaetana che ancor oggi lambiscono il santuario. La fisionomia attuale della chiesa è frutto del restauro del XIX secolo operato dei padri Alcantarini. Il complesso della “Montagna spaccata” si incastona nel contesto di tre fenditure della roccia. A sinistra della chiesa vi è la discesa alla fenditura della Grotta del Turco. A lato si trovano le cisterne romane della villa di L. Munazio Planco, poco distanti dall’omonimo mausoleo. A destra della chiesa si percorre un corridoio scoperto con alle pareti le stazioni della Via Crucis in riquadri maiolicati, opera di R. Bruno (1849), con sotto ogni quadro i versi del Metastasio. Al termine vi è la scalinata che giunge fino alla fenditura centrale in un ambiente particolarmente suggestivo. Poco prima della cappella del Crocefisso, c’è il giaciglio in pietra di S. Filippo Neri. Numerosi sono i pontefici sovrani, vescovi, santi (Bernardino da Siena, Ignazio di Loyola, Leonardo da Porto Maurizio, Paolo della Croce, Gaspare del Bufalo, Filippo Neri) che hanno visitato questo luogo di raccoglimento spirituale. Particolare venerazione per il santuario ebbe Pio IX, che scese nella Cappella del SS.Crocifisso e ricevette la benedizione con la Reliquia del legno della SS.Croce da parte del cardinale Patrizi.  Oggi il santuario è sede dei missionari del P.I.M.E.

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Santuario SS.ma Trinità alla Montagna Spaccata

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