La Via Francigena nel tratto Nord è il più conosciuto tra i cammini spirituali; segue la via Cassia da Proceno – al confine con la Toscana – dominato dal castello che nel sec. XI ospitò il Galilei, e attraverso la Tuscia giunge a Roma, con un percorso in 18 tappe che ricalca il diario del viaggio di ritorno a Canterbury dell’arcivescovo Sigerico nel 990.

Tocca Acquapendente – così importante già nel Medioevo da avere un ospedale – che vanta nella cripta della Basilica del Santo Sepolcro un sacello con le pietre macchiate dal sangue di Cristo, portate dai crociati al ritorno dalla Terra Santa; lambisce poi il Lago di Bolsena e i suoi borghi, tutti ricchi di testimonianze religiose, come la chiesa di Santa Cristina a Bolsena dove avvenne il miracolo eucaristico nel 1263; più a sud raggiunge Viterbo, città del primo e più lungo Conclave della storia – tra il 1268 e il 1271 – nel magnifico Palazzo dei Papi,  dove  i cardinali furono chiusi a chiave perché accelessaro l’elezione del papa. Da qui la Via si inoltra nel paesaggio tufaceo fino a Sutri, dove la chiesa rupestre della Madonna del Parto ha la rara raffigurazione di pellegrini in cammino sulla Francigena, oppure costeggia i Monti Cimini e il Lago di Vico, toccando Caprarola, cuore del potere dei Farnese; passa per gli splendidi paesaggi e i caratteristici borghi della Tuscia, tra cascate, borghi e rovine, ed entra a Roma da Monte Mario.

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