La Via Francigena del Sud era il collegamento tra Roma e i porti pugliesi di imbarco per la Terra Santa, attraverso le grandi vie consolari romane Appia e Prenestina-Casilina.

La Via Appia, la regina viarum, dai Castelli romani scende verso la Pianura Pontina toccando l’Oasi di Ninfa, un rigoglioso parco che ingloba i resti medievali di una città abbandonata; il borgo di Cori,  con i resti di mura ciclopiche, il tempio romano di Ercole, affacciato sulla pianura e il Tirreno, le  vie voltate medievali, i 27 capitelli del chiostro sant’Oliva tutti diversi e l’Oratorio della SS.ma Annunziata interamente affrescato, considerato la Cappella Sistina dei Monti Lepini;  e Sermoneta, gioiello medievale con la cinta muraria perfettamente conservata. Al termine della ‘fettuccia’, rettifilo di 25 km, la Via Appia/Francigena si inerpica a Terracina e mostra lungo la via romana che attraversa la cittadina il Borgo romano, con il Capitolium, il basamento del Tempio, il Foro lastricato e il Teatro, la Chiesa medievale di San Cesareo, luogo di sosta dei pellegrini verso la Terra Santa, che del tempio reimpiega molti resti. Scende poi  al mare varcando il Pisco Montano, uno sperone di roccia tagliato dai Romani con una incredibile opera ingegneristica; infine, passando per Fondi e le sue finestre gotiche maiorchine raggiunge Castelforte.

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