Sulle tracce degli antichi Sabini

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L'antichissimo e fiero popolo dei Sabini, prima dominatore incontrastato della terra sabina, poi fedele alleato dei Romani, ha lasciato in tutta la provincia testimonianze di grande interesse archeologico e culturale. Le necropoli testimoniano il culto dei morti, la fioritura economica e, grazie ai corredi ritrovati nelle tombe, la fioritura artistica. I luoghi di culto testimoniano una religiosità articolata e ricca di credenze e riti. Cinque siti archeologici, immersi nel verde, porteranno indietro nel tempo fino a riscoprire la cultura, la fede, e la vita quotidiana dei Sabini.
 
La necropoli di Colle del Giglio
 
Situata presso Magliano Sabina, le cui colline furono usate dai Sabini come luogo di sepoltura. L'altura del Giglio ospita tombe a fossa e a camera, con pilastri in blocchi di tufo. Alcune sepolture furono scavate nei costoni tufacei orientati verso l'abitato. In questo caso si tratta di tombe a camera sotterranea con loculi. La necropoli fu utilizzata fino al III sec. a. C., quando si costruirono tombe a fossa, chiuse da blocchi di tufo.
 
La necropoli di Poggio Sommavilla
 
Ai confini con le Province di Viterbo e Roma, nel comune di Collevecchio, è localizzata la necropoli di Poggio Sommavilla. Non lontano dal Tevere, su una collina tufacea, si stende questa necropoli con tombe a fossa, a fossa con corridoio e a camera con loculi lungo le pareti. Le sepolture hanno restituito corredi di grande pregio, con oggetti oggi conservati in vari musei italiani ed esteri. È il caso dello splendido pendaglio-fiaschetta, recante un'iscrizione, oggi al Museum of Fine Arts di Boston. La necropoli è stata oggetto di scavi sistematici da parte della Soprintendenza Archeologica per il Lazio ed ha restituito fino ad oggi 49 tombe. Il corredo funerario pertinente alla tomba 48 viene esposto per la prima volta presso il Museo Archeologico di Rieti.
 
Il tumulo di Corvaro
 
Nel comune di Borgorose, nel cuore della Valle del Salto, è stato rinvenuto questo monumentale tumulo che non trova paragoni in Italia. Fino ad oggi ha restituito 174 tombe di epoche differenti, dall'età del ferro fino alla tarda età repubblicana. Il monumento presenta un diametro di circa 50 metri e un'altezza di circa 3 metri, ha restituito corredi di estremo interesse, completi di strumenti per detergere il corpo, specchi ed ornamenti personali.
 
I riti del Lago di Paterno
 
Posto tra le cittadine di Cittaducale e Castel Sant'Angelo, il Lago di Paterno era sacro alla Dea Vacuna, la divinità principale dei Sabini. Riti sacrificali venivano compiuti nell'isoletta al centro delle acque: a un uomo veniva tagliata la testa e gettata nelle acque, mentre le viscere erano offerte in sacrificio.
 
Il deposito votivo di Santa Vittoria
 
Nei pressi della chiesa romanica di Santa Vittoria a Monteleone è stato rinvenuto un deposito votivo collegato al culto della Dea Feronia. La fossa, di forma circolare, ha restituito molti resti archeologici: ex voto anatomici in ceramica (piedi, gambe, organi interni), teste votive, statue di animali. Tutto è databile tra il IV ed il III secolo a.C.

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