Animali di pietra passeggiando per Roma

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A Roma, passeggiando per le vie del centro, è facile imbattersi in gatti sornioni che prendono il sole, in vanitosi gabbiani che si lasciano fotografare a pochi centimetri di distanza o nei più comuni, famelici, piccioni.

In realtà, a Roma vi sono anche altri animali con una caratteristica particolare: sono di pietra e vivono, scolpiti nel marmo, nei palazzi e nelle chiese della città.

La scoperta di questi curiosi animali nel tessuto urbano può trasformarsi in un itinerario piacevole e inconsueto da percorrere anche con i bambini.

Iniziamo da uno degli animali più caratteristici di Roma, il gatto. Percorrendo Via della Gatta, guardando verso l'alto, su un cornicione di Palazzo Grazioli all'angolo tra Via della Gatta e Piazza Grazioli, si trova la statua di una piccola gatta, proveniente dal vicino Iseo Campense. Il gatto era un animale sacro a Iside, divinità egiziana venerata anche a Roma per un lungo periodo della sua storia.

Poco distante, verso il Ghetto, si arriva alla piccola Piazza Mattei dove si trova la Fontana delle Tartarughe. Sulla fontana sono posti quattro efebi in bronzo, disposti in pose simmetriche, che poggiano il piede su dei delfini, tenendo in mano la coda e dalla cui bocca sgorga l'acqua che si raccoglie nelle conchiglie, mentre l'altro braccio è sollevato sull'orlo della vasca. Le tartarughe, che gli efebi sembrano spingere ad abbeverarsi nella vasca superiore e che hanno dato il nome alla Fontana, furono aggiunte in un restauro del 1658, operato per volere di Papa Alessandro VII e sono attribuite a Gian Lorenzo Bernini.

Andando verso il Pantheon e con lo sguardo all'insù, si scorge, sopra la Chiesa di Sant'Eustachio, la raffigurazione di un cervo. Secondo la leggenda, questa effige è stata posta sopra la Chiesa in onore di Placido, un ufficiale dell'Imperatore Traiano che, andando a caccia, ebbe la visione di una croce che brillava tra le corna di un cervo. Dopo tale visione, l'ufficiale si convertì prendendo il nome di Eustachio e fu poi martirizzato insieme alla moglie e ai figli. Sulla sua casa fu eretta l'omonima Chiesa.

Poco più avanti, si trova la Chiesa di San Luigi dei Francesi, nota soprattutto per gli splendidi dipinti di Caravaggio della Cappella Contarelli. Sulla facciata, sotto le statue di Carlo Magno e di Luigi IX, re di Francia, si individua una salamandra, animale simile alla lucertola, emblema dell'allora re di Francia, Francesco I.

Proseguendo in Via della Scrofa, è possibile vedere, incassata nel muro dell'ex Convento degli Agostiniani, una piccola scultura a rilievo che rappresenta una scrofa. Il bassorilievo faceva parte di una fontanina; dalla bocca della scrofa usciva l'acqua che cadeva in una vaschetta di raccolta. Fu voluta da Papa Gregorio XIII alla fine del Cinquecento.

Proseguendo a piedi, si arriva a Piazza Colonna dove si trova una fontana in cui figurano alcuni delfini con le code intrecciate posti alle estremità dell'ovale. La vasca è sorretta da fasce verticali terminanti con teste di leoni che danno l'idea delle zampe e su cui poggia la fontana stessa.

Salendo verso Via del Tritone, si arriva a Piazza Barberini dove, oltre ad ammirare gli splendidi delfini realizzati da Bernini per la Fontana del Tritone, si può vedere, all'angolo con Via Veneto, la Fontana delle Api, realizzata sempre da Bernini, nella quale le api dello stemma di Barberini gettano zampilli dalla base di una valva di conchiglia a ventaglio.

Continuando la passeggiata, si raggiunge Piazza San Bernardo dove, alla base della Fontana del Mosè, si possono vedere quattro leoni che gettano acqua in tre vasche rettangolari.

Poco distante, si trova Piazza del Quirinale, una delle più belle di Roma. Al centro della piazza c'è un obelisco con fontana, ai lati del quale vi sono due cavalli con i colossali Dioscuri (m 5,60), Castore e Polluce. I Dioscuri erano, secondo la mitologia greca, due gemelli figli di Zeus, il primo abile domatore di cavalli, il secondo grande pugile. Secondo una leggenda, Polluce era immortale, Castore invece no. Quando Castore fu in punto di morte, il fratello gli donò metà della sua immortalità e, da allora, i gemelli trascorrono un giorno nel regno dei morti e un altro tra gli dei dell'Olimpo.

Scendendo dal Quirinale si raggiunge Fontana di Trevi, fra le più note e visitate fontane di Roma. Al centro del complesso monumentale, si trova la statua di Oceano, rappresentato su un cocchio a forma di conchiglia, trainato da cavalli alati. Fra le altre sculture vi sono poi le figure dei tritoni e di animali marini, mitologici o reali.

Tornando verso il Pantheon, alle sue spalle si giunge a Piazza di Santa Maria sopra Minerva, dove si trova uno dei tredici antichi obelischi di Roma, parte, anch'esso, dell'Iseo Campense. Gian Lorenzo Bernini lo pose sul dorso di un elefantino di marmo. A seguito di una diatriba con un padre domenicano del vicino convento, Bernini, per dispetto, sistemò l'elefante in modo che voltasse le terga al convento dei frati, con la proboscide che sottolineava la posizione irriverente e la coda, spostata sulla sinistra, che ne accentuava l'intenzione offensiva.

Proseguendo arriviamo a Piazza Navona dove troviamo diversi animali di pietra: la Fontana del Moro è cosi denominata per la statua dell'etiope che lotta con un delfino; la Fontana dei Fiumi, al centro della piazza, mostra alla sua base un cavallo, un delfino dalla lunga coda, un grande pesce, un mostro con la pelle di armadillo, un serpente marino e un leone di cui, da un lato si vede il muso, e dall'altro il sedere e la coda. In alto, il giglio e la colomba sono i simboli dello stemma dei Pamphilj; la Fontana del Nettuno ha, infine, al centro un uomo che lotta con una piovra, ed è il dio Nettuno che governava i mari e le acque, attorniato da ninfe, putti e cavalli marini.

Vicino Piazza Navona si trova Via dell'Orso, il cui toponimo deriverebbe dal rilievo marmoreo, oggi murato all'angolo con Vicolo del Soldato, e che raffigura, secondo la voce popolare, un orso. In realtà l'effige rappresenta un leone che assale un cinghiale. E' infatti probabile che a molti questo leone sia apparso talmente brutto e goffo da confonderlo con un orso.

Due orsi sono visibili anche in cima ai due muri del grande ingresso del Palazzo Orsini in Via Monte Giordano.

Di più recente fattura sono le due splendide Fontane delle Tartarughe o di Valle Giulia, realizzate per ingentilire il piazzale davanti alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna, lungo Viale delle Belle Arti. Entrambe sono composte da un ampio bacino circolare al quale si abbeverano otto tartarughe di pietra, ornando il bordo inferiore della vasca.

O anche, nel Quartiere Coppedè, al centro di Piazza Mincio, la Fontana delle Rane. Sui quattro lati della fontana sono raffigurate due figure umane, poste l'una di schiena all'altra, che sorreggono una conchiglia riempita d'acqua dal getto emesso dalla bocca di una grossa rana. Alla base vi sono altre otto piccole rane accovacciate che alimentano il catino con getti indirizzati verso il centro.

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