La montagna di Roma nel cinema

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Fin dai primi anni del dopoguerra era facile, per chi andasse a sciare al Terminillo  imbattersi in personaggi dello spettacolo, attori, attrici, registi. In quegli anni le scuole di sci andavano per la maggiore e il Terminillo era considerato una sorta di Courmayeur del centro Italia, tanto da diventare una location molto apprezzata per i film.
 
In uno dei primi film girati al Terminillo, Lo sbaglio di essere vivo (Carlo Ludovico Bragaglia, 1945) i protagonisti Vittorio De Sica, Gino Cervi e Isa Miranda arrivano a Pian de' Valli su un autobus del servizio pubblico reatino e occupano le stanze degli alberghi ancora nuovi di zecca. Il  regista Luigi Zampa  in una stanza dell'albergo Togo-Palace, appena inaugurato scrisse il copione de "Il medico della mutua" con Alberto Sordi.
 
De Sica tornerà al Terminillo e precisamente a Campoforogna, nel ‘61 per il suo Il giudizio universale, con un cast "stellare" di protagonisti: Alberto Sordi, Vittorio Gassmann, Nino Manfredi, Silvana Mangano, Melina Mercouri, Paolo Stoppa, Fernandel, Renato Rascel, Anouk Aimee, Jack Palance, Ernest Borgnine, Lino Ventura, Domenico Modugno e Mike Bongiorno. In tempi più recenti  Renato Pozzetto ed Enrico Montesano,un bancario milanese e un tranviere romano, fanno amicizia durante un massacrante corso di sopravvivenza tra i boschi e i percorsi montani terminillesi in Noi uomini duri (Maurizio Ponzi, 1987).
 
Il grande Mario Monicelli, recentemente scomparso, gira nella zona di Passo Corese La Grande guerra (1959) con Sordi e Gassman e ricostruisce lo scenario "friulano" del casale Zanin sulla collina di Montelibretti, in un centro di equitazione in aperta campagna. Dieci anni prima nel 1949, Roberto Rossellini aveva ambientato a Farfa le scene del campo di internamento del film Stromboli terra di Dio dove si vede Ingrid Bergman, nelle vesti di una profuga lituana che lavora a maglia.

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