Trilussa

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Carlo Alberto Salustri, questo era il suo vero nome, è stato l'autentico interprete e cantore della tradizione più vera e genuina dell'anima popolare romana - dopo il suo predecessore Giuseppe Gioachino Belli​ - grazie alla produzione di poesie in dialetto romanesco, in forma di sonetti.

Sono celebri anche i suoi disegni a matita o a china che spesso creava per accompagnare le sue opere letterarie.

Trilussa si è sempre ben tenuto lontano dai circoli frequentati dagli intellettuali e dai benpensanti preferendo, piuttosto, gli ambienti più umili e popolari della sua Roma: le osterie, le strade ed i vicoli dai quali trovava direttamente l'ispirazione letteraria per i suoi componimenti.

La sua gloria e fama letteraria ebbe l'apice negli anni '20 e '30 del XX secolo e nel 1950, pochi giorni prima di morire fu nominato Senatore a vita per alti meriti in campo letterario ed artistico dal Presidente della Repubblica Italiana Luigi Einaudi. Questa nomina fu così commentata dal Poeta con la sua proverbiale ironia: "M'hanno nominato senatore a morte".

Se Gioachino Belli si era ispirato al forte contrasto fra le classi sociali più disgraziate, Trilussa era in qualche modo l'interprete della piccola borghesia romana, di cui raccontava con i suoi modi garbati ed ironici i vizi ed i peccati. Protagonisti dei sonetti risultano essere anche gli animali, come cani, gatti, topi, maiali, scimmie che rappresentavano, secondo l'interpretazione del poeta, i diversi vizi e difetti caratteristici e propri della specie umana.

Da non perdere, per conoscere più da vicino l'ambiente ed il contesto storico in cui operava il poeta, è la visita allo studio di Trilussa che è stato fedelmente ricostruito con mobili originali in una sala del Museo di Roma in Trastevere a piazza S. Egidio; all'interno sono anche conservati diversi documenti originali di Trilussa.

È sepolto nello storico Cimitero del Verano a Roma. Sulla sua tomba in marmo è scolpito un libro, sul quale è incisa la poesia Felicità:

"C'è un'ape che se posa
su un bottone di rosa:
lo succhia e se ne va…
Tutto sommato, la felicità
è una piccola cosa."

 

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