Antrodoco

Il borgo di Antrodoco, con meno di 3000 abitanti, è situato lungo la via Salaria, a circa 20 Km da Rieti, ed è uno dei 9 facenti parte della VI Comunità Montana del Velino.

Bagnato dal fiume Velino, il maggiore affluente del fiume Nera, Antrodoco ha insita nel suo nome la sua posizione geografica “in mezzo ai monti”, circondato infatti da tre montagne: a Nord Est il Monte Giano (1820 m), con la famosa scritta “DVX” ovvero “duce”, composta da alberi di pino e visibile anche da Roma, omaggio a Benito Mussolini e patrimonio artistico e monumento naturale unico in Italia e nel mondo; a Sud c’è il Monte Nuria (1888 m); a Nord, la Valle del Velino o Falacrina è sovrastata dal Monte Elefante (2089 m), parte del massiccio del Monte Terminillo. A Ovest la valle si allarga formando, superato Borgo Velino, la Piana di San Vittorino.

In epoca romana, nel 27 a.C. l’allora Interocrium, oggi Antrodoco, era una mansio, ovvero una stazione di posta sulla via Salaria. Ospitò l’imperatore Vespasiano e i suoi figli Tito e Domiziano. Fonti latine parlano anche delle proprietà terapeutiche delle sue acque solfuree, rinomate poi nel Settecento, nell’Ottocento, fino agli anni ’80 del Novecento in tutta la zona.

Nel Medioevo, fu costruita una cittadella nella parte alta del paese, la Rocca, oggi chiamata dagli antrodocani Rocchetta, un avamposto importante lungo la Via degli Abruzzi e della transumanza.

Tra i monumenti di maggiore rilievo, ricordiamo:
La Chiesa di Santa Maria Extra Moenia, appena fuori il centro storico del paese (“extra moenia” è appunto “fuori le mura”), è il monumento artisticamente più rilevante di Antrodoco. Costruita nell’XI secolo su un tempio preesistente dedicato alla dea romana Diana, fu intitolata alla Vergine nel 1051. Il portale duecentesco, di origine sconosciuta, venne inserito durante il restauro degli anni ‘50 mentre il portale originale orna la chiesa di Santa Maria Assunta, nel centro storico del paese. Ci sono numerosi affreschi, immagini bizantineggianti, databili fra la fine del XII secolo e l’inizio del secolo successivo, e affreschi raffiguranti la Crocifissione (seconda metà del XIV sec.), Santa Caterina da Siena (metà XV sec.), San Giovanni Battista (metà XV sec.) e, di notevole pregio, è l’affresco dello sposalizio di Santa Caterina d’Alessandria (prima metà del XIV sec.).
Vicino alla chiesa di Santa Maria Extra Moenia, c’è un battistero, forse del terzo decennio del XV sec., con un importante patrimonio pittorico di dipinti del Quattrocento: la Strage degli Innocenti e la Fuga in Egitto (del 1464), il Giudizio Universale, con il diavolo dai molteplici tentacoli, Storie della Vita di San Giovanni Battista (del terzo decennio del XV sec.), la Pietà di San Giovanni, la Crocifissione, la Salita al Calvario ed altri.

In origine intitolata alla Madonna del Popolo, la Collegiata di Santa Maria Assunta prese questo nome negli anni ’50. Originariamente in stile romanico, ha la navata centrale a forma di barca rovesciata e, in una delle cinque cappelle simmetriche che si aprono lungo le due pareti laterali, troviamo un pregiato altare ligneo. Per la sua acustica favorevole, la collegiata è spesso sede di concerti di musica sacra e, nel 2009, è stato inaugurato il nuovo organo Ahlborn-Ferraresi a tecnica mista, con quattro registri reali e circa cinquanta virtuali.

La Madonna delle Grotte ha una storia affascinante. Nell’ottobre 1601, un’immagine dipinta della Vergine Maria fu ritrovata in una grotta della vicina frazione di Vignola da una pastorella di 9 anni, Bernardina Boccacci, e l’anno successivo fu costruito un altare nella grotta. Negli anni a seguire, fu costruito un santuario e così, da più di 400 anni, la Madonna delle Grotte è venerata dagli abitanti della Valle e, all’inizio di maggio, la statua raffigurante la Vergine è portata in processione dai fedeli dal Santuario fino alla Collegiata di Antrodoco. Qui rimane per tutto il mese dei festeggiamenti e, il lunedì successivo la Pentecoste, l’immagine sacra viene riportata dai pellegrini al Santuario di Vignola, percorrendo le strade del quartiere di San Terenziano tra i fiori con cui sono ricoperte.

L’obelisco sormontato da una sfera metallica, vicino alla chiesa di Santa Maria Extra Moenia, proclama Antrodoco come Centro d’Italia, in bonaria competizione con Rieti (Umbeliculus Italiae) e Urbino (Centro del mondo).

Nel 1622, nasce ad Antrodoco il pittore barocco Carlo Cesi, del quale troviamo opere pittoriche al Quirinale, a Santa Maria Maggiore e a Santa Maria della Pace, mentre due affreschi sono conservati ad Antrodoco nella chiesa di Santa Maria Extra Moenia e un dipinto su tela al Museo Comunale; numerose sue incisioni sono custodite in vari musei del mondo.

Tra i prodotti tipici dell’enogastronomia antrodocana troviamo il marrone antrodocano, pregiata qualità di castagna riconosciuta a marchio IGP, frutto autunnale dei boschi di castagno secolari vicino alla valle del Velino. Nel mese di novembre, si festeggia questo protagonista della tavola antrodocana durante la sagra in suo onore. I marroni antrodocani si utilizzano anche per la preparazione dei marron glacé.

La tradizione pasticcera nel borgo di Antrodoco è tra le più ricche della Sabina: la Copèta è una sfoglia dolce a base di noci tritate miste a miele il cui impasto è assottigliato con il mattarello, tagliato e messo tra due foglie di alloro e nocciole; i Ciambelletti della Sposa, i dolci tradizionali nei ricevimenti matrimoniali, che somigliano ai taralli e sono ricoperti di una glassa a base di albume; i ciambelletti al vino sono invece all’anice; le Tisichelle sono dolcetti duri e di forma circolare ottenuti dal semplice impasto di acqua, farina, zucchero e semi di anice; famosi sono anche gli amaretti a base di vera mandorla, la mantovana, la soffice Pizza di Cacao e i Pizzicotti, biscotti dalla forma irregolare con frutta secca e cioccolato. A Pasqua, si prepara poi la Pizza Messa, o pizza dde Pasqua, un dolce robusto con canditi che somiglia al casatiello dolce campano ma molto più leggero, da degustare nella tipica colazione pasquale.

Noti e gustosissimi, tra i primi piatti troviamo gli Stracci Antrodocani: dalle origini remote, sono delle crespelle cotte al forno, ripiene di sugo di carne e salsa di pomodoro e formaggi, da gustare tutto l’anno in loco e, nella prima domenica di agosto, alla sagra dedicatagli, dove ne sono distribuiti oltre 10.000!

Per maggiori informazioni: Comune di Antrodoco

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Antrodoco 42.417710, 13.079782 vai alla schedaAntrodoco Lazio, Italia (Indicazioni stradali)
2017-04-14T16:20:31+00:00