Borbona

Borbona è situata nei pressi della Salaria, nell’alta valle del Velino, in una posizione strategicamente importante che ha sempre condizionato la sua storia. Il toponimo, che appare per la prima volta nel 1018 nei documenti di Farfa, potrebbe derivare da ‘fango’, con riferimento agli allagamenti della valle. Già nel 1906 sono stati identificati i resti di insediamenti di epoca romana che l’archeologo Massimo Firmani ha poi accuratamente studiato.

In una bolla di Anastasio IV del 1153, si parla della pieve di Santa Croce in Burbone, una chiesa alla quale facevano riferimento le tante ville sparse della zona, che un secolo dopo, verso il 1290, si riuniscono definitivamente in un vero e proprio centro organizzato, l’attuale Borbona, quando l’esercito aquilano abbatte il potere locale dei Machiloni.

Il paese nei primi decenni del Trecento è uno dei 99 castelli de L’Aquila, nel Regno angioino, e la croce processionale di Borbona è la straordinaria testimonianza di questo momento storico.

Un momento di grande importanza per il paese è l’inserimento nel vasto feudo di Margherita d’Austria (1522-1586), figlia naturale dell’imperatore Carlo V: nel 1577 si registra un grande incremento demografico duemila abitanti e la parte alta del paese è protetta da una rocca. Nel 1580 viene restaurata la Croce processionale.

La realtà essenzialmente rurale di Borbona ha favorito il sopravvivere di tradizioni e usanze che, pur adattandosi al mutare dei tempi, restano comunque ben radicate nel costume popolare. Quasi tutte le tradizioni popolari si esprimono nell’ambito di festività religiose, a testimonianza, qui come altrove, del processo di sovrapposizione del culto cristiano sulle preesistenti culture pagane. Nel paese le feste di questo genere sono essenzialmente due: quella di S. Maria del Monte che si tiene la quarta domenica di giugno e quella della Natività l’8 settembre.

Un momento particolare di queste feste è sicuramente rappresentato dal ballo della “Pupazza”, grottesco manichino di cartapesta, all’interno del quale una persona balla al suono della tarantella. Il manichino è ricoperto di fuochi d’artificio che bruciano durante tutta la durata della danza, al  culmine della quale verranno accesi tutti insieme in una finzione di falò in cui arde la “Pupazza” stessa.

Anche in ambito culinario sono molte le feste che si svolgono durante l’anno, molte sono concentrate nei periodi di festa Natale e Pasqua e Carnevale. Un discorso a parte merita il Fagiolo Borbontino, a cui, ormai da quasi venti anni, si dedica una sagra, con lo scopo di promuovere questo prodotto, da sempre molto apprezzato nella zona e che occupa un posto di rilievo nell’agricoltura locale. Rispetto al fagiolo tradizionale, il borbontino ha una qualità in più oltre al gusto e al sapore che solo un vegetale coltivato ancora con i metodi antichi può avere, e cioè quella di avere la buccia molto sottile ed è quindi delicato in bocca e più facilmente digeribile. Questa caratteristica organolettica ne fa un prodotto di alta qualità apprezzato da un sempre maggiore numero di consumatori.

La sagra è il momento culminante del ciclo di produzione del fagiolo che ha inizio nella seconda metà di maggio. Tradizionalmente, in forma beneaugurante, la semina avviene in prossimità del giorno dedicato a Santa Restituta (27 maggio) Patrona del paese.

Nel 2002 il Ministero delle Politiche Agricole ha inserito il Fagiolo Borbontino tra i prodotti di alto valore tradizionale.

Per maggiori informazioni: http://www.comune.borbona.rieti.it/

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Borbona 42.512146, 13.132052 vai alla schedaBorbona Lazio, Italia (Indicazioni stradali)
2017-04-14T13:08:07+00:00