Equitazione a Caituro di Cittareale

//Equitazione a Caituro di Cittareale

La natura selvaggia e incontaminata del reatino è lo scenario ideale per godere dell’equitazione.
I numerosi centri ippici permettono a esperti e principianti di cavalcare ognuno a modo proprio, dalle gare su percorsi di campagna alle escursioni di più giorni, dalle passeggiate tra i boschi alle lezioni di equitazione.

L’equitazione è l’occasione ideale per deliziarsi del panorama circostante con tutto il tempo necessario per goderne. Il piccolo borgo di Cittareale offre proprio questa opportunità, passeggiando in sella al proprio cavallo tra prati e pascoli e, perché no, degustando i suoi squisiti tartufi. Cittareale è a circa 50 km da Rieti e 120 km da Roma e offre l’opportunità imperdibile di visitare a breve distanza la zona dell’alta Sabina.

L’alta Sabina è attraversata dalla via Salaria, un’importante strada consolare ricca di resti archeologici. Proprio ad Ortali, a pochi chilometri da Cittaducale, iniziarono gli scavi per riportare alla luce le antiche Terme di Cutilia o Terme di Vespasiano, dove Vespasiano e Tito “villeggiavano” nel periodo estivo. Le Terme di Cutilia furono infatti celebrate da scrittori dell’epoca romana che ne narrarono la bellezza, ancora in parte visibile nei ruderi di alcune ville in laterizio. Numerosi erano i templi in quest’area e si ritiene che uno dovesse essere situato proprio dove ora si possono ammirare i suggestivi ruderi della chiesa di San Vittorino sulla via Salaria.

Dalla chiesa di San Vittorino si raggiunge facilmente il lago di Paterno a Castel Sant’Angelo, luogo ritenuto sacro nel territorio dell’antica città di Cutilia. Varrone definì il lago di Paterno l’ombelico italico, forse per la posizione geografica centrale rispetto alla Penisola e per la sua forma tondeggiante, e racconta del culto delle Lymphae commotiles, il cui nome derivava dal movimento di un’isoletta che vi gallegiava spostandosi al soffio del vento. Seneca scrisse che gli abitanti lo dedicarono alla Vittoria e durante le feste solenni si svolgevano sacrifici e i sacerdoti si recavano sull’isola.

Non lontano da Castel Sant’Angelo ci sono poi delle mura gigantesche di età romana ritenute le Terme di Tito dove, secondo Svetonio, andava anche l’imperatore Vespasiano.

Raggiungendo Borgovelino si potrà notare che, dal portale di una chiesa rinascimentale nella piazza principale, parte una viuzza che conduce al fiume Velino. Qui si trovano i resti di un antico tempio dedicato ai santi Dionisio, Rustico ed Eleuterio. L’iscrizione in latino fa intendere che vicino doveva esserci un tempio dedicato alla dea della caccia e della selva Diana. Nella zona Sud – Est del borgo, tra la via Salaria antica e quella nuova, si trova un’importante rudere di età classica, il Ninfeo dei Flavi, restaurato nel 1978, che sembra fosse parte di una sontuosa villa dotata di terme.

Da Borgovelino è facile raggiungere Antrodoco, alle pendici del monte Giano, stazione della via Salaria nel periodo romano, dove la Salaria vetus si biforcava: il tratto principale andava verso Ascoli e l’altro verso Amiternum. Tra i diversi nomi che Antrodoco ha assunto nei secoli, ricordiamo il più antico, Interocrium, ossia “località tra i monti”. È un borgo ricco di acqua, infatti già Strabone lo raccontava come un luogo adatto per i bagni. In questa zona sono stati rinvenuti reperti di età romana, tombe a cappuccina, epigrafi e i resti di un impianto termale. Un angolo caratteristico è via del Ponte dove c’è un’epigrafe romana sotto l’arco. Ad Antrodoco la via Salaria va verso Nord e si inoltra nelle Gole del Velino.

Andando poi verso Posta, prima di arrivare a Sigillo, sulla via Salaria si può ammirare un muraglione del periodo romano e una colonna incastrata nella roccia, il Cippo del 69° Miliario che indicava la metà della Salaria tra il Tirreno e l’Adriatico.

Dalla Salaria sottostante Posta si possono ammirare i resti delle mura con i tipici torrioni. Nel periodo romano qui doveva trovarsi una “mansio”, ovvero una stazi one di sosta per il cambio e il riposo dei cavalli, mentre a circa un chilometro, in mezzo della nuova Salaria, c’è il rudere della chiesa di Santa Rufina dove, nel periodo romano, si ritiene ci fosse un tempio dedicato alla dea Vacuna, protettrice della caccia, delle campagne, dell’agricoltura e delle selve. Il poeta augusteo Orazio Flacco conferma la presenza del tempio perchè lo visitò e un’epigrafe esplicita la sua esistenza in loco.

Proseguendo verso Borbona, in località Le Mòje o Colle Storno, vi sono siti di età paleolitica e romana e, dirigendosi verso Cittareale, culla dei Flavi, troviamo l’area più importante sulla quale era situato il “vicus Phalacrinae”, definito modicus, cioè piccolo, da Strabone, il villaggio dove, il 17 novembre del 9 d.C., nacque Vespasiano. Il destino lo portò a Roma dove fece la carriera militare che lo portò fino al trono imperiale. Grazie a lui iniziarono i lavori del Colosseo e a lui successero i suoi figli, Tito e Domiziano.
La chiesa di San Silvestro sorge sul luogo di un tempio romano e conserva alcune pietre antiche provenienti del tempio preesistente. La chiesa di S. Maria nella piazza conserva una lapide con iscrizione latina.

Cosa aspettate, dunque? Indossate stivali, guanti e cap e godetevi le bellezze dell’alta Sabina con il trekking a cavallo insieme ad altri cavalieri avidi dello splendore dei Monti della Laga, percorrendo mulattiere, sentieri e corsi d’acqua, al ritmo del rumore degli zoccoli, tra silenzi e paesaggi mozzafiato.

E se volete godere di spettacoli unici con il cavallo come protagonista, non perdete a settembre Nitriti d’Autunno a Cittareale, con ospiti d’eccezione, dai giganti italiani CaiTpr ai biondi Haflinger, ai Murgesi, ai Maremmani, ai Tolfetani, tra le evoluzioni dei Butteri della Maremma Laziale, la doma vaquera e la monta spagnola, la mascalcia, i muli da soma.

Per maggiori informazioni: http://www.cittareale.it/proloco.asp

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Cittareale 42.617444, 13.159454 vai alla schedaCittareale Lazio, Italia (Indicazioni stradali)
2017-04-19T12:50:55+00:00