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I festeggiamenti in onore di Santa Restituta si svolgono la domenica più prossima al 27 maggio, con la processione, accompagnata dalla banda e salutata dagli spari di bombe oscure, che porta la statua della Santa dalla chiesa di Sant’Anna, dove è custodita durante l’anno la statua, fino alla chiesa di Santa Restituta a lei dedicata.

Qui, al termine della celebrazione della Messa, avviene la “benedizione delle rose” che poi i fedeli riportano una per uno a casa in segno di devozione. Questa tradizione rievoca il miracolo della rosa di Sora, legato al ritrovamento delle spoglie della Santa, quando una rosa rossa spuntò improvvisamente sugli scavi aperti per indicare esattamente la tomba della Santa, indicando ai ricercatori avvinti dal lungo e infruttuoso lavoro il punto esatto della sepoltura.

Intorno al 27 maggio, come auspicio per un buon raccolto, a Borbona è usanza seminare i famosi fagioli borbontini, rinomati in tutta la zona e omaggiati nella sagra che si tiene la terza domenica di ottobre.

Santa Restituta Romana, patrona di Borbona dove è festeggiata il 27 maggio, fu una nobile la cui storia narra che un angelo la condusse da Roma a Sora per evangelizzare la città. Sembra che ella rifiutasse i suoi numerosi spasimanti e che un giorno le sia apparso. Restituta, che rifiuto numerosi spasimanti ed ebbe la visione dell’arcangelo Gabriele che le annunziò il suo destino di santità e martirio, fu condannata a morte per il suo rifiuto di negare il Vangelo con sentenza eseguita il 27 maggio del 275.

La tradizione locale vuole che, durante il suo cammino verso Sora, la Santa passò per le terre oggi di Borbona e che qui una ciocca di capelli rimase impigliata tra i rovi. In quel punto sorse la piccola chiesa di Santa Restituta.