Micigliano

Con meno di 150 abitanti, Micigliano è tra i comuni meno popolati d’Italia. Arroccato sul versante orientale del Monte Terminillo, lungo le pendici del Monte Elefante (2.015 m.), il pittoresco borgo medievale di Micigliano domina le sottostanti Gole del Velino.

Una strada carrabile e realizzata su un antico tracciato tortuoso di mulattiera, percorribile a piedi, a cavallo e in mountain bike, collega l’abitato di Micigliano con il passo di Sella di Leonessa (quota 1901 s.l.m.), risalendo le pendici di Monte Elefante (2015 m) e realizzando un percorso naturalistico d’eccezionale panoramicità, dalla vetta del Monte Terminillo fino alle Gole del Velino, sui gruppi montuosi del Monte Giano, del Monte Nuria e di Monte Calvo, fino alla catena del Sirente Velino e scoprendo, in alcuni tratti, anche le vette del Gran Sasso e dei Monti della Laga.

Le prime notizie sull’insediamento di Micigliano risalgono alla metà del X secolo e ricordano come nel 943 l’Abbazia di Farfa acquisì dei terreni “in locus qui nominatur Micilianus”.

Nel X secolo divenne, con i vicini castelli di Cesura e Vischiata, nucleo centrale del feudo dell’Abbazia di SS Quirico e Giulitta, edificata dai Benedettini nel X secolo.

Dell’insediamento di Vischiata sono tutt’oggi visibili i resti (mura di cinta e abitazioni). Il feudo ecclesiastico fu abolito all’inizio del XIX secolo. Micigliano conserva ancora un impianto urbanistico rimasto quasi inalterato, con il cassero che racchiude la chiesa parrocchiale dedicata a san Biagio.

L’incantata Abbazia dei Santi Quirico e Giulitta sorge vicino a Micigliano, in prossimità della via Salaria. Il complesso fu fondato dai Benedettini nella prima metà del X secolo, incendiato dai Normanni intorno alla metà del XII secolo, e poi ricostruito dall’abate Sinibaldo e consacrato dal vescovo reatino Dodone nel 1179. L’importanza dell’Abbazia, situata in favorevole posizione geografica tra la Salaria e il fiume Velino, è attestata dalla documentazione storica sui suoi numerosi possedimenti, non solo nell’alta Valle del Velino e nelle aree montane circostanti, ma anche in altre regioni, in particolare nell’Abruzzo Teramano. La struttura presenta ancora l’antico impianto fortificato: tutto il complesso è cinto da mura e il possente campanile fu usato anche come torre di avvistamento.

Molto curiosa anche la visita al Museo delle Arti e Tradizioni Popolari.

Tra le feste tradizionali e folcloristiche: la Sagra del Tartufo a luglio, la Sagra della Castagna nell’ultima domenica di ottobre e le celebrazioni in onore del Patrono San Lorenzo (10 agosto), di Sant’Antonio (11 agosto) e della Madonna (14 agosto), che si conclude con la Festa della Montagna, la “braciolata” di Ferragosto in località Le Prata.

Per maggiori informazioni: Comune di Micigliano

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Micigliano 42.451993, 13.054097 vai alla schedaMicigliano Lazio, Italia (Indicazioni stradali)
2017-04-14T16:18:59+00:00