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SUMMARY:A Gerano, l’Infiorata più antica d’Italia
DESCRIPTION:L’appuntamento con l’Infiorata più antica d’Italia è nella stupenda cornice di Gerano dal 29 aprile al 1° maggio 2023. Come da tradizione, in questo borgo medievale nella valle del Giovenzano si festeggia nella domenica successiva al 25 aprile, la festa di San Marco.\n\nCosa ha di particolare questa infiorata per essere tra i candidati a Patrimonio Immateriale dell’Unesco?\nL'Infiorata di Gerano non è stata mai sospesa, neanche durante periodi di guerra o altri drammatici eventi. Inoltre, i Maestri Infioratori disegnano i motivi da rappresentare direttamente con gessi sul terreno e utilizzano esclusivamente petali di fiori e foglie, senza terre colorate.\n\n\n\nIl variopinto tappeto floreale è realizzato in occasione della tradizionale manifestazione legata alla devozione alla Madonna del Cuore. Il dipinto della Madonna del Cuore è un'opera settecentesca di Sebastiano Conca e fu portato a Gerano da due gesuiti nel 1729. I geranesi si affezionarono all'immagine e pregarono i due religiosi di non portarlo via. Si narra che i gesuiti non ne vollero sapere e, ogni volta che tentavano di lasciare il paese col dipinto, iniziava a piovere. I devoti interpretarono tutto ciò come un segno della volontà della Madonna di restare a Gerano. E così fu.\n\nIl paese è in fermento per i preparativi dell'Infiorata a Gerano. Nulla è lasciato al caso. Alla vigilia della festa, i protagonisti s'incontrano in cantina per realizzare i quadri sperimentando nuove tecniche per creare sfumature e accostamenti cromatici con i fiori.\nIl sabato si può assistere alla “Calata” dell'immagine della Madonna del Cuore, tolta dal muro della chiesa di Santa Maria Assunta. Suggestiva la processione di domenica con il passaggio sul letto di fiori del quadro della Madonna del Cuore, sorretto dai membri della Confraternita.\nFinita la processione, i bambini smantellano il tappeto floreale con la tradizionale "Sciarrata". E poi, via libera allo sfavillante spettacolo pirotecnico che pone fine ai festeggiamenti.\n\nNon resta che visitare il Museo dell’Infiorata, memoria identitaria di questa comunità che raccoglie documenti e antichi attrezzi adoperati nel mestiere dei Maestri Infioratori. Qui si legge anche un po' di rimpianto nei racconti del tempo passato quando i confratelli si dedicavano alla raccolta di petali e foglie di ginestra, glicine, villaggina, “palle di neve”, bosso, leccio, olivo e saggina.\n\n
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