Il Giardino di Ninfa, dove tre generazioni di donne crearono lo splendore

Rullo di tamburi! Oggi si va nel paradiso terrestre. Definizione più azzeccata non possiamo conferirle. La nostra meta è infatti il Giardino di Ninfa. Suggestivo, fiabesco, a dir poco incredibile.

Fonte di ispirazione per tanti celebri artisti, come Virginia Woolf, Capote, D’Annunzio e Ungaretti. Tra i più belli e romantici giardini del mondo, lo disse il New York Times.

Monumento Naturale invece è stato dichiarato dalla Regione Lazio.

Otto ettari di giardino con 1300 specie botaniche.

Tra queste diciannove varietà di magnolia decidua, betulle, iris acquatici e diversi aceri giapponesi. Spettacolari anche i ciliegi ornamentali che fioriscono in primavera, i meli e l’albero dei tulipani.

Tantissime le varietà di rose che si arrampicano sugli alberi e sulle rovine, lungo il fiume e i ruscelli, rendendo particolarmente romantico questo luogo.

Non mancano all’appello la pianta di avocado, la gunnera manicata del Sud America e i banani. 
152 specie ornitologiche, tra cui alcuni rapaci come il Falco Pellegrino e il Barbagianni e diverse specie di trampolieri come l’Airone cenerino.

E’ il paradiso terrestre! Godetevi l’esperienza, un cappello in testa per ripararvi dal sole, o un ombrello per coprirvi dalla pioggia. Scarpe comode e occhi aperti. Una città fantasma trasformata in un luogo speciale con piante da ogni angolo del pianeta, composte come in un quadro a tre dimensioni.

Il clima presente nel parco è molto particolare. Nonostante non nevichi dal 1987 è possibile trovare zone dal clima più fresco, mentre altre caratterizzate da un clima più tropicale. Questo permette una varietà di habitat tale da consentire la vita di specie vegetali anche molto diverse tra loro.

Durante la visita non ci si trova solamente a passeggiare tra le piante, quella che si compie durante la visita è una vera e propria passeggia nell’antico borgo di Ninfa.

Poco dopo l’ingresso è ben visibile tra le piante una torre in rovina, quello che resta di una antica torre di vedetta, mentre poco distante si trovano le rovine di una chiesa, riconoscibile per l’abside parzialmente crollato.

Proseguendo la visita si incontrano ruscelli e cascatelle che producono piacevoli giochi d’acqua. In direzione del lago si scorge un’altra alta torre, mentre lo sguardo si sposta da un lato e dall’altro attirato da scorci suggestivi e camminamenti che si snodano nel verde.

Fu Gelasio Caetani nel 1921 a dar vita a un progetto di bonifica, per realizzare sulla sua proprietà un giardino all’inglese, che divenne appunto l’Oasi di Ninfa, del quale si presero cura tre generazioni di donne: la madre Ada Wilbraham, Marguerite Chapin, moglie di Roffredo Caetani, e poi la loro figlia Lelia, ultima della sua stirpe, che si occupò del Giardino fino alla sua morte, nel 1977, affidandolo poi alla Fondazione Roffredo Caetani di Sermoneta.

La visita guidata dura un’ora circa con partenza ogni 10 minuti e al suo termine non è possibile trattenersi nel Giardino, ma è possibile visitare l’hortus conclusus, un giardinetto all’italiana risalente al XVII secolo, dall’impianto regolare, caratterizzato da un agrumeto e vasche con cigni.

Il Giardino di Ninfa si trova a Cisterna di Latina, in provincia di Latina, tra i comuni di Norma e Sermoneta.

La zona non è servita da mezzi pubblici, ed è raggiungibile esclusivamente con mezzi propri anche se si può arrivare nei dintorni con il treno e servizio taxi dalla stazione di Latina Scalo (circa 7 km) al giardino.

Il giardino è aperto solo nei week end durante il periodo autunno/inverno.

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