Tre monasteri benedettini nel Lazio sono candidati dal 2016 per l’inserimento nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco del sito seriale “Il paesaggio culturale degli insediamenti benedettini dell’Italia medievale”, un insieme di insediamenti benedettini con elementi in comune, legati da un’origine condivisa e da caratteri culturali, paesaggistici e architettonici analoghi, ma dove ciascuno contribuisce in modo originale all’eccezionale valore universale.

Il monachesimo benedettino, la cultura a esso legata e da esso scaturita, il connubio tra il linguaggio architettonico romanico, il contesto naturale e il paesaggio, sono le caratteristiche del Sito seriale che comprende 8 insediamenti, scelti tra 180 in Italia e dei quali ben 3 si trovano nel Lazio: i monasteri benedettini di Santa Scolastica e Sacro Speco a Subiaco, l’Abbazia di Montecassino a Cassino, l’Abbazia di Santa Maria di Farfa a Fara in Sabina, l’Abbazia di San Vincenzo al Volturno, San Pietro al Monte a Civate di Lecco, la Sacra di San Michele a Sant’Ambrogio di Torino, San Vittore alle Chiuse a Genga, Sant’Angelo in Formis a Capua.

Il progetto è nato qualche anno fa con il coordinamento del Segretariato generale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e con il patrocinio della Fondazione Comunitaria del Lecchese e dell’Istituto dell’Enciclopedia italiana Treccani. Al progetto ha lavorato un Comitato Scientifico che si è avvalso del coordinamento generale e del supporto tecnico scientifico del Mibact.

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