Foro Romano e Palatino

Uno splendido viaggio in due dei luoghi simbolo dell’antica Roma, il Foro Romano e il Palatino.
È noto che i primi abitanti di Roma si stabilirono sui colli che circondavano la valle del Tevere. Già prima della fondazione della città, che si colloca nel 753 a.C. la spianata alla base dei celebri sette colli era utilizzata come cimitero, mentre le abitazioni si trovavano sulle cime, dove l’aria era più salubre.

Grazie al re etrusco Tarquinio Prisco, l’area venne bonificata grazie alla costruzione della Cloaca Maxima, una grande impresa che rese l’intera zona il luogo privilegiato delle attività pubbliche di Roma per circa mille anni.
È durante la repubblica che il Foro Romano acquistò gli edifici e l’aspetto che ancora oggi evocano le rovine che si ammirano passeggiando all’interno dell’area archeologica. L’area non fu mai abbandonata e anche gli Imperatori continuarono ad arricchirla di monumenti che sorsero uno addossato all’altro, finché c’era spazio disponibile. Con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente (476 d.C.) il Foro Romano perse progressivamente la sua funzione celebrativa e i suoi edifici caddero in malora. Nel Medioevo l’area fu utilizzata addirittura per il pascolo del bestiame e chiamata “Campo Vaccino”.

L’altro luogo oggetto del nostro viaggio è il Colle Palatino, sempre abitato dalla nascita di Roma; alcuni storici sostengono che proprio sulla cima di questa piccola altura (51mt s.l.m.) Romolo abbia tracciato il famoso pomerio, il primo confine della nuova città.

Siamo intorno all’VIII secolo a.C. e le cronache antiche parlano di una “Roma quadrata”, fondata proprio nei pressi dell’abitazione dove Romolo e Remo erano stati allevati dal pastore Faustolo e dalla moglie Acca Larenzia. Sta di fatto che il Palatino era in una posizione strategica, naturalmente difeso verso l’entroterra e abbastanza vicino al Tevere per sorvegliarne il corso.

Qui pare si aprisse il leggendario Lupercale, la grotta nella quale la Lupa aveva nutrito i due gemelli fondatori. Non è un caso che proprio qui, al di sopra della grotta, Ottaviano Augusto decide di stabilire la sua residenza, acquistando la casa di Ortensio, che sorgeva vicino alla casa di Romolo.

È l’inizio di una serie di trasformazioni che il colle subirà nel corso di tre secoli, ospitando i palazzi di Augusto, Tiberio, Nerone, dei Flavi e di Settimio Severo, oltre ad una serie di funzionari e notabili della città. Non a caso il termine Palazzo (Palatium) deriva proprio dal nome del colle, che a sua volta si riferisce alla dea Pales, che si festeggiava su questa altura il 21 aprile, scelto poi come giorno della fondazione di Roma.

Oggi la passeggiata sul Palatino è una delle esperienze più affascinanti che si possono vivere nella Città Eterna: dall’Arco di Tito, si sale fino alle rovine del Palazzo di Domiziano, lasciandosi a destra gli Horti farnesiani e a sinistra le Vigne Barberini. Arrivati sulla cima, girando a destra si possono ammirare la casa di Augusto e la casa di Livia (attualmente aperti a giorni alterni), mentre a sinistra si giunge alle Arcate Severiane, che offrono una maestosa terrazza con vista panoramica sul Circo Massimo.

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