A Gaeta il museo è a cielo aperto

Se diciamo Gaeta, cosa vi viene in mente? Oltre alle famose olive, connubio perfetto tra materia prima e sistema di lavorazione, alla gustosissima Tiella, piatto principe della cucina gaetana, oltre al meraviglioso golfo e alle aree protette della zona, con la sua spettacolare area, Gaeta è molto di più: negli ultimi anni, infatti, questo grazioso borgo è diventato teatro del festival Memorie Urbane con i suoi spazi e le sue superfici, trasformandosi in una vera e propria tela en plein air per nuove forme di espressione creativa in strada. Perché non unire tutti questi elementi per organizzare una gita fuoriporta e perdersi tra le vie di un borgo autentico con il naso all’insù, assaporare delizie e prelibatezze locali e, perché no, approfittare della location d’eccezione per una passeggiata sulla spiaggia?

È proprio qui, dove la macchia mediterranea si tuffa selvaggia nel mar Tirreno e incontra lussureggianti fondali multicolore, che è nato il festival Memorie Urbane da un’idea di Davide Rossillo, presidente di Turismo Creativo, sostenitore dell’arte contemporanea come elemento di dinamismo culturale e strategia di crescita socioeconomica e turistica.

Un festival di arte urbana contemporanea nel cuore del litorale pontino nato per valorizzare il territorio e il suo patrimonio artistico e naturale. Un vero e proprio dialogo tra presente e passato, fra arte e spazi pubblici, attraverso il quale una serie di artisti di fama internazionale ha avuto modo di entrare in contatto con il nucleo urbano e di restituire il proprio sentire attraverso interventi artistici su spazi e superfici pubbliche. Un universo di colori che ha convertito muri dimenticati in terreno fertile per l’arte urbana contemporanea. Una serie di opere che le persone del posto ma anche numerosi turisti vivono direttamente sui muri della città, grazie al lavoro che questi artisti regalano al territorio, in luoghi prima dimenticati. Angoli una volta dismessi sono stati riscoperti e riqualificati, travolti dai colori e restituiti sotto nuove forme per essere fruiti dal pubblico.

Partiamo alla scoperta di questi artisti e dei loro lavori che promettono di lasciarvi a bocca aperta. Prima tappa: l’intervento realizzato dall’eclettico Agostino Iacurci, artista capace di spaziare da opere di riqualificazione urbana alla pubblicità. I suoi lavori sono realizzabili sia su grandi superfici murarie (forse le sue preferite per spazio e dimensioni) che su formati piccoli come disegni e quadri. Il suo tratto deciso e le sue campiture piatte sono un’ottima sintesi tra il fumetto, la grafica e la pubblicità.

Proseguiamo con Alice Pasquini in arte Alicè, artista romana che realizza appositamente per la galleria di Gaeta delle opere che riflettono il suo stile di street artist e scenografa. Le sue Ragazze pensierose e assorte, i suoi tratti lividi misti di dolcezza e amarezza sono state riportate di slancio anche su parete, imprimendo il suo tratto inconfondibile nel nucleo urbano pontino. Continuando il nostro tour ci imbattiamo nell’opera realizzata da Teresa Orazio, graphic designer, illustratrice e street artist che vanta collaborazioni che spaziano dal mondo dell’editoria a quello della grafica. Nella sua ricerca ha affidato alla linea la sua creatività, come se fosse sua intenzione rimarcare i confini delle cose e delle persone che potrebbero sfuggire in mezzo ai vivaci colori che utilizza.

Nella nostra ‘caccia al murale’ non possiamo non citare l’intervento del duo creativo romano STEN + LEX, opera caratterizzata dall’inconfondibile tecnica dello stencil come poster sul quale poi dipingono. Dai primi stencil nella capitale realizzati tra il 2000 e il 2001, ben presto i loro lavori diventano parte del paesaggio urbano di Londra, Parigi, Barcellona e New York. La sperimentazione su altri tipi di carta e il processo di decomposizione dell’opera effimera su poster influenzerà i loro progetti futuri. La tecnica dello “Stencil Poster” nasce nel 2009. L’obiettivo? Lasciare al tempo e agli agenti atmosferici la rimozione del poster per dare spazio all’immagine impressa sul muro.

Concludiamo il nostro tour urbano con l’opera di ESCIF, artista spagnolo che realizza interventi su grandi muri. Accanto alle sue figure ESCIF fa “comparire” spesso elementi quali scale e recinzioni perché, come lui stesso ama sottolineare, si tratta di elementi usati in chiave simbolica: la scala come canale o accesso e la recinzione come frontiera o delimitazione. È grazie a questi elementi che l’artista iberico di volta in volta costruisce le sue storie illustrate.

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