ROMA Basilica di San Paolo fuori le Mura - atrio

Basilica di San Paolo fuori le Mura

La Basilica di San Paolo fuori le Mura, inestimabile testimonianza dell’arte bizantina, romanica e gotica, è una delle quattro basiliche maggiori di Roma, la seconda più grande dopo San Pietro, con un altare papale e una porta santa.

All’inizio del IV secolo, l’imperatore Costantino fece eseguire degli scavi sui luoghi della cella memoriae, dove i Cristiani veneravano la memoria dell’Apostolo San Paolo di Tarso, decapitato sotto Nerone tra il 64 ed il 67 d. C. in località Aquae Salviae, dove ora sorge l’Abbazia delle Tre Fontane. Su questa tomba, nella necropoli lungo la via Ostiense, a circa 2 km dalle Mura Aureliane sulla riva sinistra del Tevere, l’imperatore edificò una piccola basilica, consacrata da Papa Silvestro nel 324.
Fu ristrutturata e ingrandita sotto gli imperatori Teodosio, Valentiniano II e Arcadio, e nuovamente inaugurata nel 395 dall’imperatore Onorio.

Milletrecento anni fa, la gestione della basilica e dell’abbazia fu affidata ai monaci benedettini che ancora vi risiedono. Per secoli fu meta privilegiata di pellegrinaggi anche dall’estero, in particolare dopo il primo Giubileo nel 1300, dove partecipò anche il sommo poeta Dante Alighieri.

La sua bellezza attuale è il frutto della ricostruzione dopo l’incendio del 1823, durata un secolo e conclusa nel 1931, anno di datazione della monumentale porta centrale di bronzo, opera di Antonio Marami. La porta di destra di bronzo con figure in argento, eseguite a Bisanzio nel 1070, rappresentava invece l’antico accesso centrale, in seguito risistemata per chiudere l’interno della Porta Santa. L’aula basilicale, divisa in cinque navate separate da quattro file di 20 colonne monolitiche di granito, è a croce latina, con pavimenti e pareti laterali rivestiti di marmi policromi a motivi geometrici.

Nella cappella delle reliquie sono conservate le catene con le quali l’Apostolo delle genti fu legato durante la prigionia romana.

Il chiostro cosmatesco è realizzato da Pietro Vassalletto e ospita la collezione lapidaria, sarcofagi e circa 2000 frammenti di iscrizioni funerarie. La decorazione dell’abside fu eseguita da mosaicisti veneziani, mentre i mosaici della facciata e gli affreschi delle pareti interne sono di Pietro Cavallini. Sul sepolcro di san Paolo si eleva un prezioso baldacchino gotico di Arnolfo di Cambio e il candelabro del cero pasquale di Nicola d’Angelo e Pietro Vassalletto.

Peculiarità di questa basilica è la lunga serie di medaglioni raffiguranti tutti i Papi della storia, da San Pietro a Papa Francesco, iniziata sotto il pontificato di Leone Magno nel V secolo.

Nella biblioteca dell’abbazia è conservata la Bibbia carolingia, un grande manoscritto miniato su pergamena, redatto a Reims negli anni 866-875 su ordine dell’imperatore Carlo il Calvo e utilizzato nel Medioevo per i giuramenti di fedeltà al Pontefice di Roma.

Dall’estate 2013 è visitabile l’area archeologica lungo il fianco destro della Basilica, con i resti di strutture tardoantiche e altomedioevali.

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