Bocca della Verità

La Bocca della Verità altro non è che uno dei chiusini della Cloaca Maxima.

Dopo il Colosseo, una delle immagini più note della Città Eterna è proprio questo misterioso volto maschile barbato, scolpito su una lastra di marmo pavonazzetto di circa 1,75 metri di diametro.

Il mascherone, posto nel portico della Chiesa di Santa Maria in Cosmedin, doveva raffigurare una divinità fluviale. I buchi in corrispondenza di occhi, naso e bocca dovevano, infatti, servire a far defluire l’acqua piovana.

La fama delle sue proprietà magiche risale al Medioevo, quando si fa strada la leggenda che fosse stato Virgilio Grammatico, un erudito del VI secolo con fama di mago, a costruire la Bocca della Verità, ad uso dei mariti e delle mogli che avessero dubitato della fedeltà del coniuge. La bocca avrebbe mozzato la mano di chi diceva il falso. La leggenda narra, infatti, che una patrizia romana, accusata di tradimento dal marito, convinse l’amante a presentarsi il giorno della prova e a baciarla, fingendosi matto. La moglie traditrice poté così giurare tranquillamente di aver baciato nella sua vita solo due uomini, il marito e quel pazzo. Risulta essere quindi l’unica persona ad aver sconfitto la magia del mascherone.

Nel XV secolo compare per la prima volta il nome di “Bocca della Verità”, menzionata tra le curiosità romane nelle guide dei viaggitori, e la sua storia comincia ad arricchirsi di vicende ed episodi che ne certificano l’efficacia. Ma è il film “Vacanze Romane” (1953, con Gregory Peck e Audrey Hepburn) a rendere questo mascherone di marmo famoso in tutto il mondo.

Pochi turisti oggi si negano una fotografia di fronte alla famosa bocca. Ogni giorno si formano lunghe file cosmopolite di fronte alla chiesa, che tra l’altro è uno dei monumenti più interessanti della Roma medioevale.

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