Castel di Tora

In un suggestivo scenario di boschi, gole, torrenti e laghi, Castel di Tora è una delle meraviglie del Lazio, e uno tra i Borghi più belli d’Italia.

Allungato sulle rive del lago artificiale del Turano, Castel di Tora gode di un panorama affascinante, tra i più belli della regione, circondato da fitti boschi sui quali domina il Monte Navegna.

Castel di Tora (Foto di Giovanni Cingolani)

Il paesaggio è pressoché incontaminato e bellissimo, ricco dei profumi di ginestre e timo, con l’aria pura da respirare profondamente, i colori dei secolari castagneti e dell’acqua blu che riempiono gli occhi, il volo delle poiane da ammirare.

Il centro storico arrampicato su un’altura e dominato da un antico castello è rimasto pressoché invariato, così come l’architettura prevalente, fatta di case in pietra a vista, con coperture in legno e tetti con tegole di laterizio, secondo tipologie tipiche dell’architettura rurale medievale. Nel borgo regna un’atmosfera fiabesca: antichi portali, caratteristiche viuzze con archi, scalinate, passaggi, grotte e cantine scavate nella roccia, resti di colonne romane, fregi e iscrizioni latine sui muri perimetrali della chiesa, il campanile dove crescono la violacciocca e la mentuccia, la piazzetta belvedere, romantica, sul lago, la torre pentagonale, unica conservata delle mura medievali.

Collegata da un fragile istmo, sulla piccola penisola protesa nel lago, c’è Antuni, un borgo fantasma, riscoperto e tornato visitabile dopo la distruzione, per errore, nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Tra gli edifici recuperati al di là di un archetto c’è il Palazzo del Drago, del XV secolo, che vantava tantissime sale e ben 365 finestre, e l’eremo di San Salvatore, scenografico, su una parete a picco sul lago.

Il fascino e l’incanto di Castel di Tora – di sera un presepio sull’acqua – ha un valore aggiunto nella cucina tradizionale, che vale la pena fermarsi ad assaggiare: oltre al ‘fagiolo a pisello’, coltivato solo qui, bianco, rotondo, delicatissimo e con la buccia quasi inesistente, sono ottimi i formaggi pecorini e vaccini, la ricotta di pecora perfetta per i ravioli; e poi i cereali, i tartufi, i funghi porcini per finire con la specialità del pesce di lago.

Le tradizioni alimentari sono così sentite che due sagre celebrano la polenta e gli strigliozzi: il polentone, nella prima domenica di Quaresima, è una polenta cotta in un enorme calderone e condita con sugo magro di baccalà, aringhe, tonno e alici; e gli strigliozzi, un tipo di maccherone fatto a mano, celebrati nell’ultima domenica di settembre. Una terza festa, attesissima, ‘Mangiando sotto le stelle’, unisce la naturale bellezza del luogo alla gastronomia. La sera del 17 agosto il meglio della gastronomia reatina delizia il palato con salsicce, pizze fritte, arrosticini, la paranza con filetto di pesce persico pesce di lago, specialità tipica del Turano. E se il cielo è limpido la volata celeste priva di inquinamento luminoso è uno spettacolo imperdibile, emozionante e romantico insieme.

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