Cori

Uno dei centri collinari più interessanti e ricchi di storia, monumenti, chiese, ma anche di prodotti dell’enogastronomia con punte di eccellenza è senz’altro Cori (Lt), adagiata sui Monti Lepini a quota 400 mt. L’aria frizzantina che si respira insieme all’odore della legna bruciata nei camini, invita a conoscere il piccolo centro storico muovendosi a piedi.

Si può partire da piazza Signina, nel cuore del paese, e dirigersi verso via Tempio di Ercole e da lì verso Piazza Monte Pio da cui ammirare il panorama sulla Pianura Pontina che allarga lo sguardo fino al litorale.

Una breve sosta al Tempio di Ercole – il tempo per qualche foto e selfie – e poi via verso la scalinata di Via Piranesi, ultimata la quale si procede per arrivare a Via V. Veneto con le sue imponenti Mura Poligonali (VI e IV sec. a.C), un percorso di circa 2 km punteggiato da torri e bastioni interrotte dall’apertura di tre porte: Romana, Ninfina e Signina.

Cori – Il tempio Dio Ercole

Numerosi gli edifici storici e religiosi da visitare: le chiese di S.Maria della Pietà, edificata sul tempio della dea Fortuna, e di S. Oliva, con il complesso monumentale sede del Museo della Città e del Territorio, la Cappella dell’Annunziata, con gli splendidi affreschi, le chiese di S.Francesco con l’annesso convento, e dei SS.Pietro e Paolo; le “porte” costruite su strutture romane, che dividono il paese in rioni ed il Santuario della Madonna del Soccorso.

Cori – Il complesso di Santa Oliva

Da non perdere gli appuntamenti annuali con il Carosello Storico dei Rioni con corteo in costumi medievali, giochi storici ed i Pali della Madonna del Soccorso e di S.Oliva, ed il Latium World Folkloric Festival.

Cori – Cappella dell’Annunziata

Ma non finisce qui: camminare tra le bellezze di Cori stimola l’appetito. E’ quindi il momento giusto per una pausa in un locale tipico per mangiare del buon prosciutto cotto al vino bianco (preparato con una ricetta unica e segreta) accompagnato dal fragrante e robusto pane di Cori cotto nel forno a legna e olive all’acqua.

I primi a base di pasta all’uovo tirata a mano condita con sughi di carne varia o funghi porcini e una porzione del tradizionale pollo al pomodoro, potranno saziare gli appetiti più esigenti. Chi preferisse un pasto meno impegnativo potrà orientare la sua scelta sulla “minestra con il pane sotto” (verdure, fagioli e pane raffermo) o la “scafata” (minestra di verdure e fave). Il pasto potrà, in ogni caso, essere accompagnato da vini di qualità, prodotti da vigneti autoctoni, come ad esempio il Bellone, il Greco Moro e Giallo (bianco), Montepulciano, Cesanese, Nero Buono (rosso) e addolcito con ii “bastoncini mandorlati”, che rappresentano il sigillo tradizionale che chiude ogni pasto.

Programma Festività Natalizie

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