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Acronimo di Esposizione Universale Romana, l’EUR è quartiere completamente nuovo, pensato dall’architettura del Ventennio, e realizzato proprio in vista della nuova visione del mondo immaginato.

In realtà poi. L’Esposizione Universale non avvenne mai, a causa dello scoppio della seconda guerra mondiale. L’ambizioso progetto fu comunque completato per il 1945, ma il dibattito su quell’idea di città di cui l’architetto Marcello Piacentini fu grande interprete e mediatore è ancora aperto. Una città ideale, disegnata con riga e compasso, ordinata e razionale, rigorosamente geometrica e certa.

L’EUR stupisce, colpisce lo sguardo e la mente, ripercorre millenni di storia e ne inventa contemporaneamente una nuova e originale. Perdersi nei suoi immensi spazi dalle impeccabili proporzioni, può costare caro all’ignaro visitatore. Tutto sembra vicino, ma non si arriva mai.

Molti sono gli edifici di eccezionale richiamo simbolico e di raffinata ed elegante bellezza: il Palazzo delle Civiltà Italiana con la sua sequenza di archi (a Roma conosciuto come il Colosseo quadrato) e al suo opposto su un ampio sfondo prospettico il Palazzo dei Congressi di Adalberto Libera, il Palazzo degli Uffici, i Palazzi dei Musei (il Museo della Civiltà Romana, il Museo Nazionale dell’Alto Medioevo, il Museo delle arti e tradizioni popolari ed il Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini, oltre ad un nuovo planetario, con annesso Museo dell’Astronomia, aperto nel 2004), l’Archivio Centrale dello Stato, i Palazzi dell’INAIL e dell’INPS, la Piazza e gli edifici delle Forze Armate, la Basilica dei Santi Pietro e Paolo e molti altri.

Una città metafisica e fisica, ideale e vera, che culmina in un lago artificiale circondato dal verde e ispirato alle grandi ville di epoca classica. Un quartiere rimasto sospeso fra idea e realtà.

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Architettura razionalista